domenica 30 maggio 2010

Un nuovo compagno

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In partenza..

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giovedì 27 maggio 2010

Nuovo allenamento

Anche ieri piscina e visto che ho seguito uno schema mentale creato lì per lì me lo segno.. chissà mai che mi possa tornare utile..

3 x 200 mt (1 sl 1 do 1 ra)
8 x 50 mt sl
100 mt gambe stile
8 x 50 mt (4 sl 4 do)
100 mt gambe (metà sl metà ra)
8 x 50 mt (4 sl 4 ra)
200 mt gambe (metà sl metà ra)
200 mt sciolto 

Per un totale di 96 vasche sempre in un'ora. 
Ed oggi le mie spalle e il mio collo stanno bene, non hanno risentito come lunedì.
Vedo fin dove posso arrivare, l'importante è non perdere la costanza.. ma quella mi saluterà quanto prima.. spero non prima, però, dei 15 ingressi...

mercoledì 26 maggio 2010

Auguri


a te che hai contato tanto nella mia vita.
Un abbraccio.

candeline

Un giorno qualsiasi..

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Ma le stelle quante sono

"Alice!"
E il sangue mi si gela, fa i grumi.
Mi giro piano piano.
"Giorgio!"
Gli faccio un sorriso di plastica.
Lui mi racconta il suo entusiasmo.
"Sai, all'inizio non ero sicuro che eri tu... Sarà stato il taglio dei capelli... il vestito..."
...
"Sei cambiata."
...
"Anche tu sei cambiato."
"Sì, sono cresciuto."
Hai capelli più corti, più ordinati, il corpo più muscoloso e maturo. Ma i suoi occhi di pece sono ancora lì.
...
Parliamo di tutto e di niente.
E facciamo finta di esserci dimenticati di quel primo bacio in piazza di Trevi, del secondo al Colosseo Quadrato, del terzo,del quarto, del quinto...
Facciamo finta, in realtà i ricordi dormono dentro di noi.
Preferiamo non svegliarli: i ricordi sono come i bambini, bisogna fare piano... quando si svegliano è difficile farli riaddormentare. Shh... meglio far piano.
Poi i suoi sorrisi e la sua domanda.
"Stai con qualcuno adesso?"
Guardo i suoi occhi color pece.
"No!" rispondo e mi vergogno di quella bugia. "Tu?"
"lo no, ho avuto una storia ma è finita da poco."
Già, le sue storie finiscono sempre da poco...
"Però stavamo bene, insieme, eh?" chiede.
E io faccio una smorfia.
"Non mi ricordo neanche perché è finita" ripete.
lo sì, io ce l'ho vivo in mente.
"Sono stato proprio uno stupido a lasciarti andare via."
"Già, sei stato proprio uno stupido..."
La lezione sta per cominciare.
"Adesso devo andare" gli dico.
Mi lascia un bacio all'angolo della bocca.
Scrive il suo numero di telefono su un tovagliolo del bar.
"Se ti va, mi chiami, ci vediamo... Ti dimostrerò che non sono più quel cretino che hai conosciuto."
Lui resta lì, davanti al suo cappuccino.
lo esco dal bar e vado in aula.
Prendo il suo numero e lo faccio in mille pezzetti.
Non mi guardo indietro.
"Non voltarti, non voltarti..." ripeto tra me e me.

Perché vivere è come scalare le montagne: non devi guardarti alle spalle, altrimenti rischi le vertigini.
Devi andare avanti, avanti, avanti... senza rimpiangere quello che ti sei lasciato dietro, perché, se è rimasto dietro, significa che non voleva accompagnarti nel tuo viaggio.
Però ti è servito anche quel pezzo di roccia che non riesci più a vedere, ti ha fatto capire, ti ha dato slancio.
E' servito anche Giorgio ad arrivare in cima, a capire Carlo.

Il telefonino mi squilla nella borsa, rispondo senza esitare.
"Carlo! Com'è andata?"
"28!" e la sua voce saltella al telefono.
Sorrido.
"Allora sono servite le ripetizioni di anatomia che ti ho dato..." scherzo a bassa voce.
"Sono state molto utili, però stasera avrò bisogno di un ripasso... Non mi è
tanto chiaro il cuore..." dice ammiccando.
"Ok, allora stasera te lo rispiego."
Passerà a prendermi alle otto.
Ma non potrò spiegargli nulla, neanche a me il cuore è tanto chiaro oggi.
Perché, per un attimo, il mio cuore si voleva voltare e riabbracciare il passato.
"Ti amo!" gli dico tutto d'un fiato.
E mi aggrappo ancora di più alla roccia e mi do slancio, per non guardarmi indietro, per continuare a scalare.
Voglio arrivare in cima, Carlo.
Sei tu il mio sentiero, la strada da seguire.
"Anch'io," risponde subito e sorride, "ma perchè me lo dici ora?" chiede.

Non lo so, Carlo.

Il mio cuore, ogni tanto si ammala: è la malattia dei ricordi. E solo tu puoi aiutarmi a guarire.
E' una terapia lunga e difficile... Si cura vivendo."

tratto da un libro di Giulia Carcasi (Ma le stelle quante sono), scoperto grazie ad un amico che ringrazio!

martedì 25 maggio 2010

Ci siamo..


Abbiamo prenotato.. più avanti i dettagli.
Il mio cellulare è N.P. da due giorni ormai, ho anche la testa per impiccio, ma fortunatamente quella è attaccata a tutto il resto del collo altrimenti dimenticherei pure lei.

Ieri ho fatto il mio primo giorno di piscina.. l'ultima volta che ci andai era il lontano 2003 a Cesena, con le solite bazze universitarie.
E' stato un ritorno "forte", appena toccata l'acqua è come se avessi riconosciuto un posto a me caro con le sue gioie e i suoi dolori, anche Michele se n'è accorto. E' stato strano, non sarei mai voluta uscire ma, verso la fine, avevo l'acido lattico che mi bloccava ogni movimento alle braccia mentre le gambe erano ancora freschissime.
Ho fatto 2km, un totale di 80 vasche, ho provato a seguire una sorta di allenamento, non so se ripeterò la cosa ma mi è piaciuta:
3 x 200 mt (sl do ra)
8 x 25 mt (misti)
4 x 50 mt (sl do)
200 mt gambe (sl ra)
4 x 100 mt (sl)
200 gambe (sl ra)
200 mt sciolto

Domani sarò a cena con Diego nella nuova sede dell'Avis, ma prima ripeterò la nuotata sperando di non trovare gente proprio come lunedì!

lunedì 24 maggio 2010

Week End di sole

Non mi sono sicuramente potuta lamentare per il bel tempo di questo weekend, il problema questa volta sono stata io.. l'uomo ha lavorato tutto il week quindi non era in previsione nessuna uscita in moto o nessuna scampagnata.
Sono stata a casa... un sole che spaccava le pietre ed io sono stata a casa..
Sabato dopo aver bestemmiato con tutta la gente che era alla coop e aver fatto una bella carbonara di pesce (dire buona mi sembrava troppo), mi sono appisolata sotto il sole nel lettino che tengo in terrazzo, mi son svegliata verso le 18 poi doccia e via a fare un giretto con Nero.
Domenica più  o meno stessa storia: sveglia tardissimo, veloce ripulita ai pelacci maledetti (perchè oggi è la giornata propensa alla piscina) e poi ho preparato degli spiedini per pranzo. Nel pomeriggio paluzzo sotto il sole e grandi pulizie.
Fine del pomeriggio.
Aperitivo al mare e poi cena sbrigativa da Harnolds.
Ora urgono preparativi.....

lunedì 17 maggio 2010

Lucia

Ieri c'è stato il battesimo di Lucia, inutile dire che quando vedo ste cose è già da un pò di tempo che ho voglia anche io di un esserino piccolo piccolo e tutto muccicoso.
Sto invecchiando, non è ancora troppo tardi, ma temo che più si va avanti con l'età meno energie hai a disposizione per poterlo trastullare.
Il problema grosso è il mio andare e venire di nuove storie.
L'ultima volta c'ero veramente vicina a questo mio desiderio, probabilmente sarebbe stato un grosso errore: troppe incompatibilità di fondo e vedute diverse.
E' stato bello, ho imparato tanto, ho conosciuto un nuovo mondo e un nuovo modo di vivere in condivisione ma è inutile tentare di ricucire qualcosa di lacerato.. perciò si riparte!
La partenza sembra ottima, come ogni nuova storia del resto.. le premesse sono buone: ognuno ha il suo spazio e gli aperitivi sono visti di buon occhio..
Tutto sta a vedere come procede.
Uff la Luci era veramente bella.. voglio anche io un pupino prima dei trentaaaaaa!!! (Azz manca poco..)

venerdì 14 maggio 2010

Pianificazione ferie

E' sempre bello quando si incomincia a parlare di ferie, incomincia l'attesa ai giorni più spensierati dell'anno sperando nella clemenza del tempo che, fino ad ora non ci ha concesso.
Per ora ho già "fermato" i miei primi due gg di ferie farò un pontone lunghissimo, dal 29 maggio al 2 giugno compresi.
Ho visto una bella offerta ad Amsterdam ma non so se è il caso, se c'è la voglia o comunque se è il caso di risparmiare in previsione di quest'estate.
Io pecco terribilmente di organizzazione, quindi aspettare me è come dire non combinare nulla.
Per ora andiamo per gradi.. week del due di giugno, poi ombrellone al mare, poi ferie... piano piano!

mercoledì 5 maggio 2010

Casa

Voglio cambiare casa, non è più mia quella lì: è bellissima, è moderna, è spaziosa, è comoda, è tutto quello che potrebbe essere una casina ideale.. ma ormai è quasi passato un anno.. pensavo che bastasse semplicemente rifarci l'abitudine ma in quella casa fatico, arranco, passo le mie (fine) giornate sul divano o sul letto (le uniche due cose che sono state solo mie).
E' come se avessi costantemente sotto gli occhi la mia disfatta: un progetto forse più grosso di me andato in fumo, alle volte penso che sarebbe stato meglio (per me) se fossi stata io quella con le valigie sotto braccio, sarebbe stata ugualmente dura questo è vero ma non avrei più avuto sotto gli occhi quello che fu il nostro nido.
Apprezzo la mia casa, mi piace il suo stile, mi piace tutto quello che c'è dentro, sono fiera dell'essenzialità e della bellezza delle cose che ci sono dentro ma non la sento completamente mia.
Per non parlare poi di quando rimango sola là dentro: rimango immobile, sperando che il tempo passi il più velocemente possibile.
Non so come dirlo ai miei, a loro piace tantissimo quella mansarda, ma se me ne dovessi andare non potrebbero più gestire due appartamenti, sono anziani ormai e vorrebbero vendere per avere un appartamentino più piccolo vicino al centro..
Probabilmente però mi capirebbero, ma non ho le forze per andarmene in affitto e mi sembrerebbe pure un bello spreco visto che qua, attualmente, non pago nulla.
Non mi rimane che continuare a sperare di farci l'abitudine, non posso lasciarmi andare ai capricci..
O magari potrei aiutare i miei nella ricerca di una nuova casa e se avanza qualcosa.. un bel mutuo e via a comprare casina  mia..