sabato 24 dicembre 2011

Sotto l'albero

Piove, governo ladro. Si dice così di solito..
Invece oggi c'è la serata sotto l'albero e se piove forse non si va.
Il grinch ha colpito ancora!


mercoledì 21 dicembre 2011

Coperta

Serenità: questa parola  mi perseguita dall'estate del 2009 circa.
La inseguo da un po' e speravo che fosse più semplice raggiungerla forte del fatto che facendomi aiutare sarebbe stato tutto un po' più in discesa.
Non è così.
Ieri, però, è successa una cosa: a fine turno ha suonato alla porta una persona infreddolita con un cagnolone ci chiedeva una coperta per poter passare la notte.
E' un senza tetto e non poteva entrare alla città della gioia perché il suo amico a quattro zampe non poteva entrare.
Ci stava chiedendo una semplice coperta: aveva freddo e vivere in tenda sulle sponde di un fiume, di questi tempi, non dev'essere una passeggiata. Coperte dovevano essercene un casino e invece non ce n'erano perché i soliti furbetti (e sì scusate se cado nel razzismo) le han chieste a tutti i volontari di turno (ovviamente sempre diversi) e se le sono intascate, alla fine una ce n'era ma di quelle che si tengono sui piedi quando si è sul divano con il riscaldamento acceso.
Questa notte non ho dormito, per la prima volta ho pregato per qualcun'altro (non che non lo faccia mai, ma l'ho fatto col cuore), ho pensato che sto perdendo un sacco di tempo a cercare qualcosa dentro di me: serenità, felicità, ...tà, ...tà tutte cagate. Una coperta..
Mi sono addormentata col pensiero che quella notte lui e il suo amico a quattro zampe si siano addormentati vicini e ranicchiati sotto quella coperta; mi sono risvegliata con l'angoscia che se quella coperta si fosse bagnata non avrebbero più avuto nemmeno quella.

martedì 20 dicembre 2011

Natale nell'aria

Ieri ho consegnato il mio primo regalino di Natale, fatto quasi tutto a mano per Chiara.
Mi frullava sta cosa in testa da un po' ed era una sfida con me stessa anche perché io di biscottini e marmellate non ne ho mai capito nulla.
I biscottini mi sono riusciti, la marmellata un po' meno.
Come se non bastasse, ieri, mi sono beccata pure una super cena da Capodanno con tutte le bontà fatte da lei e pure un regalino per me :D le papucciotte per stare in casa!
Natale è nell'aria e devo ancora capire quali possano essere i miei propositi per l'anno nuovo.
Una volta li ho scritti, sembravano avere un senso, ma poi l'anno è andato a rotoli.. forse peggio di quello precedente, quindi ancora devo decidere se rifletterci su e fare comunque una lista oppure fregarmene e pregare che anche questo Natale-Capodanno-Befana finisca presto!

mercoledì 14 dicembre 2011

300

No, non è un film, è il numero di paia di scarpe che la Pellegrini dichiara di possedere.
Conoscendo poi i gusti di Federica per Le Silla, suppongo che in media abbia speso 200 euro al paio.
Insomma.. da quando mia mamma ha sentito questa notizia ha tirato un sospiro di sollievo, pensava che io fossi pazza con le mie 40 paia (circa) :D

Paperino's

Qualche giorno fa ho cambiato dentifricio, dopo aver usato due volte consecutive il Colgate per i denti sensibili, che mi ha un po' smagato, perché dopo un po' di tempo dall'apertura diventava tipo calcina di cemento, ho comprato Sensodine sempre per denti sensibili con in più l'illusione di avere i denti più bianchi e...
Sorpresa delle sorprese!!
Il suo sapore ricorda tantissimo il mio dentifricio da piccolina, il Paperino's al fluoro.
Amavo lavarmi i denti però mettevo un po' di dentifricio sullo spazzolino e un po' me lo mangiavo: sapeva di fragola ed era gustoso!
Attualmente non so resistere, non me lo mangio ma mi assaporo tutto il suo gusto!

martedì 13 dicembre 2011

Converse

Lo dico?
Le Converse fan cagare al cazzo! Non dico esteticamente, anzi su quel fronte hanno un loro perché.
Il problema è che tengono un freddo di Dio.. certo che le ho comprate invernali, sono pure imbottite con finto pelo di istrice!
Il problema è che posso mettermi anche un mammut addosso, ma quando ho queste scarpe, mi si gelano i piedi ed ho costantemente freddo!

News

Altra seduta, altro regalo!
Questo giro sembra quasi che io sia innamorata di un uomo ideale che, guarda caso, ricalcherebbe mio padre.
Oddio, è vero che al peggio non c'è mai fine, ma ricordo che, fin da piccola, ho sempre suggerito a mia mamma di cambiare aria finché faceva in tempo.
Non che mio padre sia una cattiva persona, semplicemente è molto permaloso, vuol mettere sempre i puntini sulle "i", lui fa tutto ed è l'autore di tutto; tanto per dirne una.. se il cane non ha paura del vento, o delle foglie o dei gatti, è merito suo, non può essere semplicemente che, crescendo, il cane abbia imparato a convivere con gli elementi di tutti i giorni. Come è suo il merito di tante altre cose.
Non sarebbe un male, nel senso che ognuno di noi ha pregi e difetti e l'essere permaloso, puntiglioso e un po' egocentrico è il male di molti.
Il problema è che poi non è brillante, non coglie al volo le sfumature, ascolta solo quello che vuol sentire.
Insomma, in tutta onestà, se dovessi pensare al mio uomo ideale non credo proprio che ricalchi mio padre e, per dirla tutta, non credo che prenderei nemmeno un parte di lui!
Per fare un esempio.. se ripenso ai miei ex probabilmente il ragazzo ideale potrebbe essere composto con parti prese un po' qua un po' là, insomma una sorta di frankstein, ma di mio padre proprio non mi viene in mente nulla.
Anche nel fare di tutti i giorni non vorrei prenderlo di esempio: ricordo che potevo comprare solo merendine in offerta, il menù della settimana andava deciso il giovedì, quando, cioè, arrivava il volantino delle promozioni e si componevano colazioni, pranzi e cene da lì fino al mercoledì successivo; ricordo le scarpe del mercato che mi causarono la tallonite, ricordo le tute con le due bande anziché tre (adidas).
Insomma, la mia infanzia è stata di compromessi.
Certamente non cambierei nulla di quel che è passato, perché alla fine sono cresciuta sana anche coi prodotti in offerta però se ogni tanto avessimo potuto mangiare quello che ci andava...
Poi però alla fine ho avuto sempre tutto, il motorino, la macchina, una casa, l'istruzione, insomma non posso lamentarmi però certamente ad oggi se mi va qualcosa non mi trattengo solo perché non è "in promozione".
Non so che dire.. le cose e il modo con cui ho vissuto fino ad ora si sta sgretolando piano piano.. mi sembra di cadere sempre più in basso e intanto il Natale maledetto si avvicina..

lunedì 12 dicembre 2011

Senso del dovere #2

A 18 anni la mia storia col primo morosino è finita e la piscina no. Di lì a poco mi sono diplomata e l'idea di base era "mai e poi mai l'università, altrimenti che cacchio avevo fatto a fare ragioneria con indirizzo programmatore"?
Invece.. idea!
Se andavo in un posto che i miei ritenevano sufficientemente lontano per avere un appartamento (è bastato Cesena) e se fingevo di volermi laureare (altro sogno nascosto e mai realizzato di mio padre), era fatta!
Avrei pensato in un secondo momento al fatto che non mi sarei mai laureata: un problema per volta.
Ho scelto tale "scienze dell'informazione", bò.. mi piace scrivere pensavo fosse qualcosa tipo media, giornalismo o vattelapesca cosa.
Invece era una facoltà di scienze matematiche fisiche e naturali, più volgarmente chiamata "informatica".. poco male tanto una laurea non mi interessava.
Invece poi ho incominciato a seguire una lezione, poi due, ho conosciuto persone interessanti, nuovi amici e soprattutto una casa mia con tre coinquiline fantastiche e.. alla fine in cinque anni, tac la laurea 106 per una roba che nemmeno mi ero scelta.
Ovviamente rimpianti a gogò visto che io avrei preferito medicina, veterinaria, ingegneria.
E comunque il senso del dovere è rimasto sempre lì: ogni giorno di quei cinque anni ho sempre dovuto sottostare alle telefonate dei miei che percepivano da lontano se ero a casa, in giro o se facevo "qualcosa che non dovevo" (es. andare in disco per la festa universitaria).
Altra vessazione subita per il mio senso del dovere era il ritorno obbligato di tutti i weekend a casa per subirmi le chiacchiere inutili e i consigli superflui dei miei su come dovevo affrontare l'università, su come mi sarei dovuta comportare fuori di casa, ecc...

Sempre per senso del dovere ho affrontato la mia prima convivenza nella seconda casa dei miei (esattamente sopra alla loro e raggiungibile sia da una scala interna, sia esterna): mi sembrava così brutto non sfruttare anni e anni di sacrifici e di soldi messi da parte per andare a vivere in una casa  più piccola e non completamente nostra.
E la mia storia è andata a rotoli.

Il senso del dovere continua tuttora, cerco sempre di fare cose che possano compiacere i miei genitori, in particolare mio padre, per scoprire che nulla va mai perfettamente bene.
La psico sostiene che dovrei arrabbiarmi una volta per tutte, che dovrei incazzarmi per benino, invece preferisco adottare sotterfugi da 14 enne se voglio uscire senza farmi accorgere, evitare scontri diretti per non incappare in domande che non voglio sentire.
Stessa cosa, sostiene, è stata per tutte le mie esperienze: secondo lei le persone che mi circondano sanno che, insistendo un pochino, lavorando sul senso di colpa o semplicemente facendomi regali, riescono ad ottenere da me quello che mio padre otteneva col nuoto.

Conclusione (mia): sono in balia degli altri, non ho mai vissuto una mia vita.. e adesso come faccio a riprenderla? Ma soprattutto, nel caso ci riuscissi, come faccio a viverla? Non sono mica in grado!

Senso del dovere #1

Ecco qual è, secondo la mia psicoterapeuta, la ragione di tutti i mali o per lo meno l'ultimo trovato.. quello precedente sembrava essere l'altruismo che non mi permetteva di ascoltare me stessa.
Bene, da dove deriva questo senso del dovere?
E' incredibile che questa storia  mi sia uscita soltanto ora anche perché solitamente è la prima che racconto a tutti quelli con cui prendo un po' di confidenza, raccontandogli della mia infanzia e adolescenza.
Il nuoto!
Porca troia nasce tutto quanto da quegli anni lì.
Ho incominciato a nuotare, con mia cugina, all'età di 3 anni: precoce e subito lanciata in acqua senza capricci! Ho nuotato tanto e mi piaceva tanto: le gare, i collegiali, le pizze dopo le competizioni, i compleanni con quelli del nuoto..
Poi si cresce e cresce anche l'impegno: si nuota un'ora la mattina prima di andare a scuola, si va a scuola e si dorme sui banchi, si esce e si torna a nuotare per due ore poi, se tutto va bene si poteva tornare a casa a studiare, altrimenti, tre volte a settimana, si faceva anche allenamento a secco (palestra).
Arrivata a 13 anni, le prime cotte, il primo sentirsi grande, io e mia cugina abbiamo deciso che volevamo smettere ma mentre per mia cugina è stato semplice perché nulla le è mai stato imposto; per me no.
Io non potevo smettere perché avevo la scoliosi, mi pareva buona come scusa ed ho proseguito ma il mio rendimento ha incominciato a scendere e le ripercussioni erano tante: i miei che seguivano i miei allenamenti e mi suggerivano da dietro il vetro come battere le gambe oppure tenevano il viso imbronciato se per caso non rendevo abbastanza.
Alle gare era un continuo "se batti Tizia ti faccio un regalo" e puntualmente i risultati venivano disattesi e seguiva il viaggio di ritorno pieno di insulti sul fatto che agli allenamenti andavo bene ma poi alle gare "sembra che lo faccio apposta".
Non mi è mai andata giù questa frase: ho sempre fatto del mio meglio anzi di più perché pensavo che se avessi dimostrato di saper fare e di ottenere risultati, magari c'era possibilità di smettere al top.
Invece niente sempre peggio.. un giorno mi sono persino chiusa in camera e mi ero ripromessa di non uscire per nulla al mondo, poi la minaccia "guarda che chiamo i pompieri!" e lì sono crollata.. ho immaginato questi "poretti" abituati a salvare vite costretti a venire in casa nostra a buttar giù una porta perché io non volevo andare a nuotare e così.. mesta mesta, ho aperto la porta e mi sono lasciata portare agli allenamenti col solito groppo sullo stomaco.
Poi il primo moroso, all'età di 16 anni e la ribellione totale: non voglio più andare in piscina e basta! Ho smesso, ma era solo un'illusione.
Mio padre dopo pochi mesi aveva già pronto un contratto che prevedeva l'elargizione di una paghetta (ridicola), un lettore mp3 di ultima generazione, l'uso del motorino (lo avevo già ma non potevo usarlo senza la bolla papale controfirmata da entrambi i miei genitori), una tuta nuova, uno spiraglio di mezzora in più il sabato sera (dalle 23.30 alle 24) e.. udite udite.. il viaggio in Carpegna ogni volta che andavano su i genitori del mio morosino in maniera tale da poter stare sempre insieme!
Se non accettavo le condizioni non saremmo mai andati in Carpegna quando andavano loro ma, anzi, si faceva il week che loro non c'erano e non ci saremo mai visti.
Non ho potuto non accettare ed eccomi nuovamente nello sconforto degli allenamenti senza fine e delle gare infami.
Non mi piace la competizione, non mi è mai piaciuta e ci ero dentro nuovamente con tutte le scarpe e mia madre che perpetrava l'idea assoluta di mio padre che "il nuoto mi faceva soltanto bene" e che visto che lui non poteva andarci perché era allergico al cloro, io dovevo fare ciò che lui non poteva fare.

giovedì 8 dicembre 2011

Complimento

Sei la prima ragazza che vedo che per mettersi quel coso li (il mascara n.d.r.) non sta con la bocca aperta!

martedì 6 dicembre 2011

Bisogni

Ho tanto bisogno di respirare! Boccata a pieno polmoni.

Quasi una donnina

Ok, ammetto la mia inferiorità: non riesco più ad allineare il testo accanto all'immagine, modificando pure da html.
Comunque la notizia sensazionale è che quelle sopra sono le mie unghie! Potrebbero apparire quasi femminili, insomma potrei quasi essere diventata una donnina.
Sono unghie posticce ma fanno tanto "ragazza per bene", poi vabbè chi mi conosce e mi sente ruttare il nome della mia cagnolina, lo sa bene che di femminile ho giusto i capelli lunghi e un corpo più o meno simile a quello di una ragazza.
Insomma volevo condividere con voi questa notiziona, tutto qua!

lunedì 5 dicembre 2011

Quando leggi..

Azienda ****** ricerca per assunzione immediata a tempo indeterminata segretaria/o di direzione.
La figura dovrà avere un' esperienza ventennale documentabile, avrà compiti di supporto generale, come ad esempio organizzare e gestire l’agenda, gestire e archiviare la corrispondenza e filtrare le comunicazioni in ingresso e in uscita, organizzare riunioni, redigere verbali, scrivere rapporti, redigere lettere e comunicazioni e gestire il flusso informativo verso altre funzioni aziendali o verso l’esterno, gestire gli archivi informativi (privacy, procedure, documenti interni), diffondere procedure, regolamentazioni e prassi aziendali.
Avrà compiti di carattere funzionale, svolti ad esempio nell’ambito delle relazioni pubbliche come supporto alla pianificazione e all’organizzazione logistica di eventi, alla redazione di testi di carattere istituzionale e promozionale (discorsi, comunicati stampa, ecc.), nonché al reperimento di risorse specialistiche.
In ambito amministrativo supporterà la direzione nella pianificazione e nella programmazione economica, nella gestione dei rapporti con clienti e fornitori e nella pianificazione degli approvvigionamenti.
Nell’ambito delle risorse umane essa fa da supporto alla gestione delle informazioni sul personale, nonché all’organizzazione della formazione e del reclutamento tramite i servizi per l’impiego, le agenzie di recruiting o le agenzie interinali.
La figura dovrà essere in grado di utilizzare i tradizionali supporti al lavoro d’ufficio (telefono, fax, fotocopiatrice, rilegatrice, ecc.) e gli strumenti informatici (programmi per la redazione di testi, l’elaborazione di calcoli e la gestione di archivi) compresi quelli legati ad Internet (posta elettronica, motori di ricerca, gestione delle funzioni di base dei siti aziendali, archiviazione di articoli e pagine web). La padronanza della lingua inglese e italiana parlato/scritto è indispensabile e fondamentale
Più in generale, questa figura deve possedere buone doti di problem solving e deve saper gestire le relazioni con i colleghi, i superiori e i collaboratori esterni.

Se avessi tutte queste competenze mi accontenterei di fare la segretaria? Secondo me questa gente è un tantino esagerata.
Si sono scordati di scrivere: è gradito avere una scopa in culo infilata, in questo modo camminando e sculettando si adempierà anche al compito di pulire l'ufficio!

venerdì 2 dicembre 2011

E non ho altro da aggiungere..

http://www.benessereblog.it/post/7565/imparare-a-dire-di-no

Avis

Non ricordo nemmeno se avevo parlato dell'Avis, o forse sì di qualche cena fatta insieme o di qualche aperitivo scroccato.
Ad ogni modo, domani che sarebbe il classico giorno da letargo, dovrò svegliarmi come per andare al lavoro per recarmi allo scientifico.
Facendo volontariato anche presso l'associazione Avis ed essendo una persona che non sa mai dire di no, mi hanno coinvolto nella divulgazione del gesto "donare sangue" presso le scuole di Pesaro.
Non dico che non sia una cosa giusta, dico soltanto che non sono la persona più adatta perché io stessa non dono sangue.
Non dono sangue principalmente perché ho una paura fottuta, ma ho comunque deciso di provarci e sono stata dichiarata "non idonea" per due volte e non ci ho più riprovato.
Ho comunque deciso di dare una mano all'associazione per quel che riguarda le questioni più pratiche come vendere le castagne in piazza, aiutare e collaborare durante le manifestazioni in cui Avis partecipa ecc..
La cosa delle scuole è piovuta un po' dal cielo proprio perché nessuno se ne voleva occupare.
Non è che sia una cosa così pallosa ma è gestita male, anzi malissimo, si va nelle scuole, si racconta la storia dell'Avis, dei gruppi sanguigni e tutte quelle cose che probabilmente si potrebbero tagliare o per lo meno ridurre; per poi consegnare dei volantini aspettandosi domande.
Domande che puntualmente non arrivano quando a parlare loro è un vecchio dottore o una persona un po' anziana. L'unica volta che ero da sola, invece, è stata una cosa molto più divertente e le domande sono fioccate.
Detto questo, ci andrei volentieri da sola, ma vorrei essere libera di dire quel che mi pare invece han sempre tentato di rifilarmi roba da studiare.
In pratica, dall'anno scorso mi ero ripromessa di non accettare più di andare alle scuole e, invece, eccomi qui: domani ore 8.30 allo scientifico per fare quattro classi e temo che sarà così fino a primavera.
Che palle! Perché mi inculano sempre?