mercoledì 19 febbraio 2014

A volte ritornano

Il ritorno è stato piacevole.
Diciamo che era più la paura dei chissà, piuttosto che la verità.
Come in ogni ambiente lavorativo che si rispetti nessuna smanceria di troppo, qualche domanda sulle bimbe e poi stop subito al lavoro.
Il mio angolino mi è stato "rubato" da un'altra ragazza, ma non posso lamentarmi della mia postazione attuale, in poco tempo ho ripreso a fare tante cose anche se su molte ho tanta nebbia.
Mi sento ancora attiva cerebralmente, anche se ero la fautrice del pensiero che i figli rincoglioniscono, ma questa volta posso affermare che dipende dalle persone.
Onestamente, anzi, sento di avere una testa e un cuore nuovo, avere dei figli ti fa cambiare priorità a tante cose e ti permette di capire cos'è la dedizione e la fatica ed io, nel mio caso, ho capito che non bisogna lamentarsi del brodo grasso (come ama dire mio moroso), ma che occorre impegnarsi sempre in ogni cosa che ci viene concessa.
Lavorare quattro ore non è il massimo, non fai in tempo ad entrare nel problema o a capire ciò che stai facendo che è subito ora di andare via ma... non mi lamento di sicuro.
Mi spiace però non essere più dentro a tutte le problematiche come una volta, ma ancor più mi manca il rapporto che avevo con due miei colleghi: le pause, la pausa pranzo, gli spettegolezzi, la complicità... Se ne è andato tutto dal momento in cui sono rimasta incinta.
Sono casi della vita, ma questa cosa mi manca da morire e, alle volte, la tensione la si taglia col coltello ma d'altra parte, come mi diceva sempre la mia prof. di economia: "chi è causa del suo mal, pianga se stesso!".
Parole che pesano come macigni e, in ogni caso, coi "se" e coi "ma" non si va più da nessuna parte...