lunedì 19 maggio 2014

Auto analisi


Ok lo ammetto, la psicoanalisi che ho fatto con una psicoterapeuta non mi è servita ad un cazzo.
Per carità, non dico che lei non ha approcciato nel modo giusto o che lei non è una professionista del settore, semplicemente sono stata io a sabotare il percorso, ma è stata lei a portarmi a fare ciò.
Già l'inizio non è stato dei migliori, infatti non ero proprio convinta ad andarci ma ci andai per rimediare un rapporto amoroso che non aveva nulla che non andava, eppure io ci trovavo tutto e facevo di tutto per allontanarlo.
Manco farlo apposta potrei riassumerlo così: lui era il principe azzurro senza occhi e capelli chiari, ma per il resto era super in tutto: pieno di attenzioni, pieno di gesti carini nei miei confronti, pieno di tutto quello che una donna può immaginare per il suo ideale di uomo, senza poi togliere che, non era né un disadattato sociale, né tanto meno bruttoccio ma anzi.. super sportivo e super in tutto.
Detto questo, che cazzarola mi poteva mancare? Perché non ero mai felice?
Ecco, un giorno mi sono posta questa domanda ed ho provato a risolverla con un'esperta.
La risposta era semplicissima: "sono un'emerita bastarda che adora farsi del male e preferire gente stronza a quelli che volevano soltanto amarmi ed essere amata".
Con questa frase, avrei risolto anche un altro dilemma amoroso che mi affliggeva e col quale ero sempre in lotta con me stessa.
Riconoscendo che quella sbagliata ero io e che avrei dovuto lavorare su me stessa, probabilmente mi sarei evitata anni ed anni di rimorsi e di rimpianti e, molto probabilmente, non avrei allontanato dalla mia vita tutti quelli che mi volevano bene.
Tornando alla psicoanalisi, sono arrivata ad un punto in cui l'appuntamento settimanale era solo un peso, non avevo più voglia di andarci perché le sedute non facevano altro che incrementare dubbi e perplessità, ma non solo.. è lì che ho preso la decisione di andarmene di casa e di vivere in albergo, proprio perché stavo esplodendo e facendolo ho chiuso un sacco di porte che avrebbero potuto aiutarmi.
In altre parole, sono entrata in terapia con un livello di sanità mentale pari al 90% e ne sono uscita che ne avevo il 10%.
In pratica nelle ultime sedute ho raccontato solo stronzate su stronzate che sapevo mi avrebbero portato alla "guarigione" in termini psicologici e così il mio percorso si è concluso.
Ma in realtà non si è concluso un cazzo.
A mettere un po' di pace con me stessa è arrivata la gravidanza, per nove mesi  ho ritrovato la calma e la serenità che bramavo da tempo.
Poi sono nate le bimbe, sono tornata nella mia vecchia vita e tutto riaffiora piano piano: le persone allontanate, le crisi di panico e a tutto ciò si è aggiunto un corpo che non riconosco più, che non è più mio, non mi piace più prendermi cura di me, non ho più voglia di guardarmi allo specchio, non riesco più a piacermi e tutto questo si ripercuote anche nella vita familiare: sono sempre più svogliata di fare qualsiasi cosa ed ho un livello di stress tale che basta poco per accendermi il nervoso.
Non parlatemi più di psicologi e psichiatri perché credo che i migliori dottori siamo noi stessi in primis, e la famiglia poi. Il problema è quando entrambe le parti chiudono gli occhi e fingono di non vedere..
In quel momento sei sola, in una gola profonda e nera che ti permette di respirare e sopravvivere ma non ti permette di far altro..

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