mercoledì 27 agosto 2014

Malesseri & co.

Alle volte credo fermamente che la vita finisca quando arrivano i figli.
E' un'affermazione forte, magari qualcuno non riuscirà proprio a capire che cosa io voglia intendere, proprio come la sera che, quando provo a spiegare perché sono stanca, ricevo a mala pena sguardi di commiserazione e, quando insisto nel provare a far capire il mio disagio, ottengo soltanto parole sgarbate che più o meno suonano come sei una povera matta che ama soltanto lamentarsi.
Probabilmente il problema sono io, magari non ero pronta ad affrontare questa cosa e probabilmente non lo sono ancora, ma ci sono dentro e sto cercando di barcamenarmi alla bene meglio.
Poi per carità, sono una che è sempre stata abituata a fare molto poco: fino ai 16 anni la mia vita consisteva in scuola, piscina, compiti. Stavo a scuola fino alle 14, andavo in piscina dalle 15 alle 17, facevo i compiti per circa due orette e, fra cena e tempi morti, arrivavo alle 21 che mi concedevo un po' di tv e poi cascavo dal sonno. non avevo amicizie, se non un diario nel quale raccontavo la mia giornata, quasi sempre identica alla precedente.
A 16 anni il mio primo amore conosciuto in campeggio e la mia prima ribellione verso questa vita di merda e, invece di migliorare, la vita è peggiorata perché dovevo inserire questo nuovo elemento.
Sono andata avanti così fino ai 19 anni, età, in cui, dico di essere scappata di casa, ma in realtà sono andata a studiare all'università, mollando tutto e tutti.
Tutto questo preambolo per cercare di far comprendere la mia prima affermazione e spiegare che, in fondo, la mia vita è tornata ad essere scandita dagli altri: quando torno dal lavoro ho giusto 40 minuti di tempo per fare qualsiasi cosa che vada fatta senza bimbe (spesa, stendere, rilassarsi) e poi ho le bimbe.
Sono buone, sono brave per carità.. ma sono due e ultimamente si contendono la mamma in una maniera agguerritissima, con le unghie e coi denti e non in senso letterale.
Non riesco a stare in cucina a preparare da mangiare, non riesco a stare in un altro piano, non riesco a far nulla.
Si arrampicano in ogni dove, cascano dappertutto, riescono a fiutare il pericolo in ogni cosa e ci si lanciano, arrivo alle 19 che sono in preda ad una crisi di nervi, anche provandole tutte: altalena, giro in passeggino, dondolo...
Poi se, durante la loro cena, c'è qualcosa che non va la mia ira esplode e io mi sento una merda.
Mi vergogno a dirlo ma ho iniziato a bestemmiare peggio di uno scaricatore di porto e, per chi mi conosce da tempo, sa che io prima di adesso non ho mai bestemmiato e, anzi, reputavo la cosa una bestialità disumana. Ora lo faccio e mi trasformo, sento scorrermi l'acido al posto al posto del sangue e sento che vorrei spaccare tutto, lanciare le sedie per aria e distruggere tutto ciò che trovo.
Sono veramente esausta ed esasperata, ho l'esaurimento nervoso e, quando provo a farlo capire a chi mi sta vicino mi sento denigrata e svilita.
La solita vittima, no? Tanto ormai è così che la gente mi vede, in preda al vittimismo...

0 pensierini:

Posta un commento