giovedì 16 ottobre 2014

Dialogo

Ultimamente non c'è dialogo, si parla tantissimo con le bimbe, si guarda la tv ma raramente si parla tra di noi, al massimo qualche messaggino su whatsapp per sapere come sta uno, come sta l'altra, cosa comprare al supermercato, cosa han fatto le bimbe e via dicendo.
Nel nostro caso non è la tecnologia che ammazza i rapporti, anzi, è l'unica cosa che ogni tanto li tiene stretti, piuttosto è l'indisponenza che uccide ogni cosa.
Intanto ho fatto un passo avanti: ho capito che sarebbe carino tornare a parlare e così, più o meno, in questi giorni (la scoperta è di poco tempo fa), sto cercando di tirar fuori un argomento a caso.
Ammetto che ho un po' di rabbia repressa che non espongo mai le cose al momento giusto perché penso "no, che palle, se adesso tiro fuori sta cosa mi tocca discuterne fino a domani e non ho voglia".
Stronzate eh! Ad esempio il fatto che se tiro via il bidone della spazzatura e non rimetto il sacco, vengo sempre redarguita, mentre se la controparte fa altrettanto è una semplice e ripetuta distrazione; stessa cosa dicasi dell'allarme, stessa cosa dicasi del fatto di lasciare la macchina fuori dal garage o i finestrini aperti e anche sul lasciare le cose in giro.
Nella mia vita son sempre stata abituata a lasciar perdere per il semplice fatto che l'armonia familiare è da preferire all'ordine della casa, perciò se io o mia madre o mio padre non eravamo ordinati, si cercava di chiudere un occhio e buona pace a tutti.
Qua è differente e siccome sono in casa altrui, mi sto adattando a nuove regole, e così all'inizio ho iniziato a redarguire anche io ad ogni mancanza, ma avevo l'impressione che fosse diventata una lotta su "chi urla più forte e chi la combina più grossa" e così, ultimamente, sto tentando una nuova strategia: lascio perdere, come ha sempre fatto mia madre con mio padre e così rimetto io il sacco della mondezza, raccolgo i brick del succo di frutta da ogni dove, lascio perdere se ci sono cose fuori posto da mesi (es. la cassetta degli attrezzi su per le scali), sistemo la questione bagno, ecc..
Ma adesso sembra che il problema sia opposto e cioè che non mi frega di niente e di nessuno.
Incassato anche questo colpo, ho pensato che forse ne dovremmo parlare, ma poi sono arrivata alla conclusione che non parliamo mai di niente e che forse occorre partire da qualcosa di più soft e non subito creando tensioni.
Non sono mai stata una che ama parlare e così non mi viene spontaneo, mi ci devo impegnare e probabilmente sbaglio argomenti e approccio perché ogni volta, per ogni cazzo di argomento che tiro fuori, si finisce a litigare.

Parliamo della mia collega disponibile e instancabile? Si finisce a litigare perché io mi stupisco per cose che per il suo lavoro sono normalità. Si parla della spesa per la torta del battesimo? Si finisce a litigare perché io col mio lavoretto d'ufficio non mi rendo conto della pressione fiscale dei liberi professionisti. Si parla dell'egregio lavoro che stiamo portando avanti con le bimbe? Si finisce a litigare perché, per gli esempi che ha avuto, ne facciamo la metà di quello che dovremo. Parliamo di gossip? Si finisce per litigare perché non faccio altro che starmene sul divano e farmi i cazzi degli altri.
Questi sono solo quattro esempi che mi sono venuti in mente, ma è così ogni volta e io, onestamente, non ce la faccio più, credo che fra poco getterò la spugna; prima proverò un'altra cosa, parlerò di calcio, del fuorigioco (che so cos'è e non avrei mai pensato di imparare), di Balotelli al Liverpool, di quale formazione schierare al fantacalcio, studierò un po' di coretti da stadio, e via dicendo.


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