martedì 4 novembre 2014

Tempo? Non più

Ne parlavo proprio ieri con mia mamma, a quanto tutti diano per scontato che, lavorando mezza giornata uno disponga di tantissimo tempo per sé e che, quando provo a raccontare che non ho il tempo nemmeno di farmi la doccia, la gente mi guarda con sguardo perso nel vuoto con tanto di nuvoletta "ma che cazzo dici, dai!".
E invece, ecco l'articolo che riassume perfettamente l'involuzione di una donna a mamma.
Eppure vedo mia cognata sempre con la testa in ordine e la piega fatta.. vero è che è un'esperta, ormai da anni cura la sua chioma e dovrebbe aver assunto una manualità degna di una parrucchiera di alto rango.
Per esempio: io non saprei nemmeno da dove iniziare a tingermi da sola, lei si.
Ad ogni modo, vedendo mia cognata, alle volte mi chiedo dove sto sbagliando, perché lei ha così tanto tempo e io arranco.
Poi mi rincuoro, ogni giorno che passa è sempre più difficile anche per lei, non che sia contenta per il fatto che si sta mettendo in difficoltà, ma per il fatto che che sia una cosa fisiologica e cioè che, con la crescita del pupo (uno, mentre per me due), cresca anche la difficoltà.
Si parte da un bambolotto frignone, una sorta di Cicciobello che piange e fa la pipì ma che, fondamentalmente, non si muove e non richiede chissà cosa se non latte ogni tanto (e per chi ha la tetta è un attimo) e un cambio a pasto. Il problema di una donna in questa fase è che è all'inizio dell'involuzione e, anche se il bimbo non dà così tanto impegno, la mamma deve abituarsi del fatto che, dopo nove mesi questa cosa è uscita fuori e che ora dovrà prendersene cura e fare in modo che non gli succeda nulla, abituarsi a nuovi equilibri, nuove priorità, nuovi modi di agire e pensare e un'organizzazione non indifferente.
Quando poi ci si inizia ad abituare a questa cosa, c'è l'evoluzione della specie che avanza: testa che non balla più, si assume la posizione a sedere e si iniziano le prime pappe, dapprima la frutta. Nuova ansia: non mangia, non la vuole, piange.. ecco non sono una mamma capace, non sono buona a far nulla, quando ci si abitua anche a questo è ora degli step successivi: lo svezzamento, i dentini, il gattonare, il camminare, e noi donne che, per la prima volta, diventano mamme, incominciamo a farci mille paranoie e problemi.
E, se all'inizio, l'unico pensiero era: "quando inizieranno a crescere un po', tornerò a dedicare un po' di tempo a me stessa e al mio compagno, dopo sarà tutto più facile, tanto si potrà interagire con le bimbe", ora che sono quasi in questa fase qua, posso solo dire sticazzi! Non mi posso più allontanare da loro che se no sono tragedie immani, non posso nemmeno controllare la lavatrice che, puntualmente, quando torno, una di loro si è sicuramente lanciata da qualche parte riportando un bernocolo.
L'unico sollievo è quando mia mamma viene su e sta tutto il pomeriggio da me, non le chiedo di far nulla se non tenermi le bambine, preferisco fare io tutto il resto e, come ricompensa finale, molte volte mi concedo una doccia, ma ieri, ad esempio non ci sono riuscita.
Ecco, ieri pensavo di poter fare tante cose, anche un giro per i fatti miei e invece nulla, e la cosa più sconvolgente, proprio come riportato nell'articolo, è che se anche mai avessi un po' di tempo libero (solitamente non più di 10 minuti) non riuscirei mai e poi mai a dedicarlo a me stessa, perché ci sarebbero tremila altre cose da fare.
Un esempio lampante è che ieri io abbia deciso di fare un infuso di olivo e, per questo, ho dovuto rinunciare alla doccia. Esagerata?
No, semplicemente priorità da mamma.

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