lunedì 29 dicembre 2014

Buon Natale

Anche se un po' in ritardo.
Buon Natale!

venerdì 19 dicembre 2014

Gangheri

Sto dando di matto, sono due giorni che non riesco a controllare il nervoso e che mi fa riaffiorare le vertigini, non quelle pesanti, ma l'intorpidimento, il senso di nausea, di smarrimento.
Ieri già all'asilo primo nervoso: io da sola a gestire due bimbe che, vedendo le altre, volevano giocare in giardino (tutto pieno di fango); insomma niente di che, niente di così irrisolvibile, eppure mi è tornato il nervoso e, di conseguenza, il senso di torpore alla testa.
Riesco a metterle in macchina, devo raggiungere mio moroso che mi ha proposto una passeggiata a quattro.
Niente, ormai si era scatenato il nervoso e non sono stata in grado di trovare la strada per il punto di ritrovo, punto tra l'altro nel quale avevamo fatto colazione la domenica prima; mi sono alterata a tal punto che non riuscivo più nemmeno ad uscire dalle stradine in cui ero, ho dovuto chiamare il moroso, dirgli che non era giornata e che sarei tornata a casa, ho dovuto impostare il navigatore e tornare a casa.
Ho dato la merenda alle bimbe e ho fatto l'autistica tutto il pomeriggio, l'ho fatto per sopravvivere e per evitare urli alle bimbe che di colpe non ne avevano.
Come se non bastasse non è stata una giornata tranquilla, è stato un pomeriggio pieno di urla, spintoni, dispetti, tirate di capelli, pianti e urli da parte loro, un po' come se volessero testare la mia pazienza. Stranamente non ho urlato come solito, mi sono messa a fare qualcosa di diverso: ho frullato il petto di tacchino, ci ho aggiunto dello stracchino, un po' di mollica, un po' di condimento e ci ho tirato fuori 8 svizzere e 7 polpette, polpette che poi gli ho cucinato per la cena insieme a del riso col ragù.
Hanno mangiato le ragazze e mi sono sentita meglio.
Poi è arrivato il papà, ho finalmente potuto estraniarmi sistemando la lavastoviglie e il bucato asciutto e dedicandomi un po' di tempo per pigiamarmi.
Come se non bastasse ancora, lui ha deciso di andarsi a fare una birra con gli amici ma, poco male.. io avevo zero fame così me la sono sbrigata scaldandogli la pizza di ieri e poi mi sono dedicata un po' a me: Masterchef acceso e smaltino bi-color per la serata.
L'unica paura che ho è che io mi stia esaurendo e tutti quelli che minimizzano o che son pronti a farmi vedere quanto è bella la vita, quanto sono brave le bimbe o quanta fortuna abbiamo... mi fanno girare le palle ancora di più.


giovedì 18 dicembre 2014

Remember Cesena

Ebbene ci sono serate che ti rimangono nel cuore, serate che ti rimescolano emozioni e sensazioni di un tempo passato, serate in cui l'amicizia con la A maiuscola la fa da padrona e per le quali sei disposta a barattare anche le tue care, preziose ore di sonno pur di incontrarsi.
Abbiamo ricordato il nostro periodo cesenate: sono passati 14 anni dal nostro primo giorno insieme, minchia quanti ricordi, quante avventure, quante scoperte.
Mi avete fatto conoscere l'amicizia vera, quella che non sbiadisce col passare del tempo, quella che ti fa gioire per una conquista altrui e che ti fa piangere per una disfatta.
Quando siamo arrivate in Piazza del Popolo, avevo la testa che girava vorticosamente dalle mille cose tornate alla mente, da tutto quello che abbiamo vissuto insieme, dal bene che ci siamo volute.
Mi mancano un casino quei giorni, la spensieratezza di quel periodo.
Al contempo, però, non posso lamentarmi né rimpiangere nulla, grazie anche a voi, posso dire di aver vissuto al massimo, di aver fatto tutte le esperienze che avrei voluto fare, senza rimpianti.
Vi voglio bene ragazze e spero di riabbracciarvi presto.

lunedì 15 dicembre 2014

Problemi maternità

Della serie "amo lamentarmi e, cazzo, ho ragione!", ecco uno spunto tratto da bebeblog.

Al secondo posto nella triste classifica delle cose che ci hanno colte del tutto impreparate, c'è la solitudine. C'è poco da fare: generalmente si partorisce, il papà torna al lavoro, la mamma passa mesi da sola col bambino. Il padre può collaborare, anche in modo determinante, ma la maggior parte del lavoro tocca a noi. Se si è sole, lontane dalla famiglia, la situazione peggiora in modo esponenziale. Dieci ore di fila con un bambino possono essere davvero dure: la stanchezza non è semplicemente fisica, quella ce l'aspettavamo tutte, ma è soprattutto mentale. Si è totalmente responsabili della nuova vita, fin dalle esigenze più elementari: pulizia, cibo, nanna. Non ci si può distrarre un secondo, ma gli occhi si chiudono, il cervello è come se si spegnesse, e la voce a un certo punto non esce più, perché parlate, parlate, ma con qualcuno che ancora non vi risponde. È come parlare da sole. Si è sole, e a volte ci si sente completamente alienate dalla realtà. Alle volte mi è capitato di sentirmi letteralmente disperata, soppraffatta al pensiero delle cose che avrei dovuto fare: dalla lavatrice al lavoro da consegnare in tempo, dalla telefonata all'idraulico alla cena. Attacchi di panico perché la bambina non dormiva il pomeriggio, magari, e io non avevo nessuno a cui chiedere di tenermela un'ora, un minuto. Il tempo di finire una cosa, una cosa elementare, quotidiana. Mi sono sentita isolata e senza via d'uscita, in ansia per questioni stupide, stupidissime. Ferma con occhi fissi nel vuoto e la bambina in braccio.
Spesso non ci lamentiamo di questa solitudine, perché una brava mamma non si sente mai sola col suo bambino, il suo bambino è tutto il suo mondo e lei non ha bisogno di niente più. La brava mamma non si lamenta del suo bambino. Stupidaggini. L'unica cosa che può salvarci è parlare, parlare con tutti: con nostra madre, col nostro compagno, col salumiere, con l'amica per strada: "Che fa di bello, tua figlia?" "Rompe le scatole. Non mi fa dormire. Non la sopporto più. Adesso prendo il treno, la mollo alle nonne e io dormo per 15 giorni di seguito". E se qualcuno vi chiede "ma chi ti ha costretta, a fare un figlio?", voi aggreditelo, urlate, chiedetegli come si permette. Non tenete sempre davanti agli occhi quelle immagini di Madonne con bambino, quegli esseri celesti e col sorriso beato che tutti vorrebbero stampare sui nostri volti. Non abbiate paura di essere giudicate male, non pensate di essere snaturate, disamorate, né che tutte le altre madri siano migliori di voi. Perché non siete cattive madri: siete madri normali. E le madri normali ogni tanto non sopportano i figli, e vorrebbero dormire, vorrebbero avere un'ora in più per se stesse, vorrebbero avere il pavimento pulito per 24 ore di seguito. Non fingete di essere supermamme: le supermamme a un certo punto possono esplodere, ed esplodono tragicamente, mostruosamente. Voi cercate di fare piccole esplosioni controllate ogni giorno. Proteggete i vostri bambini: ogni tanto, mandateli a quel paese.

Murphy

Se tutto va bene, dalle mie ferie, alla chiusura dell'asilo, avrò ben due mattine piene in solitaria.
Il lavoro della mamma, si sa, non ha riposo e non conosce sabati e domeniche (tranne quando se le tengono i nonni), indi per cui vorrei proprio passarli a fare il ghiro.
Ma so già che sarà impossibile per almeno due motivi:
il primo sarà Murphy che afferma che se c'è qualcosa che può andare storto, lo farà! Questo significa che immagino già le mie bimbe malate proprio quei due giorni là;
il secondo sarà mio moroso che, non soddisfatto del fatto che io sarò in ferie e lui a lavorare, mi troverà tremila cose seccanti da fare.

venerdì 12 dicembre 2014

Pulsioni

Fondamentalmente sono sempre stata una traditrice, non è un segreto e, in alcuni casi, purtroppo, non lo è stato nemmeno per i malcapitati.
Ho sempre avuto l'ansia di come avrei fatto quando avrei messo su famiglia ed avrei avuto dei figli, proprio perché, come ogni brava bambina, ho sempre sognato un marito e dei figli.
Poi la vita ha deciso che, siccome io non mi decidevo mai, era ora di farlo per me, quindi non ho avuto l'occasione né di scegliermi il compagno, né di decidere di avere un figlio.
Così in tre mesi mi sono ritrovata con un compagno per la vita e due vite che stavano crescendo in grembo.
Durante la gravidanza, mi sono sempre chiesta come avrei fatto a sopprimere la mia natura di traditrice, ma altrettanto la mia domanda era rivolta al mio compagno, anche lui con la vita piena di tradimenti.
La risposta è arrivata presto, a me le bimbe mi devastano, non è che sono cattive, danno da fare e ti impegnano costantemente, non c'è minuto in cui ti puoi completamente rilassare, sei sempre attiva e vigile e, almeno nel mio caso, mi toglie ogni voglia di fare, compresa la libido.
E' una cosa che mi attanaglia, ogni giorno mi parlo (come i matti) e mi dico che questa sera sarà differente, che mi impegnerò a rendere romantica la serata, poi arriva Marco ed è come se mi rilassassi tutta, come se fino a quel momento io sia stata in tensione per le bimbe, e la sua presenza mi permette di rilasciare un po' di ansia.
Dal momento in cui mi rilasso è la fine, sopraggiunge il sonno, la poca voglia di fare qualsiasi cosa e l'unico desiderio è dormire.
Anche quando non abbiamo le bambine non va diversamente, è come se il mio corpo fosse in modalità "ricarica", è come se fossi in ansia che, in quei giorni di semi-libertà, io debba permettere al mio corpo di ricaricarmi altrimenti non riuscirei ad affrontare i giorni a venire.
Non è una cosa facilmente spiegabile, ma mi sta riducendo ai minimi termini e così anche la mia vita familiare, ma non riesco a pensare un modo per venirne fuori, suggerimenti?

martedì 9 dicembre 2014

Aggiornamenti

Volevo aggiornare i miei fans (farmaci anti infiammatori non steroidei) in merito alla mia dieta intrapresa a suon di barrette.
Dunque partivo da un 54.2, il giorno dopo mi son pesata ed avevo già perso un po' di liquidi arrivando a 53.7 per poi arrivare a 52.7 il giorno successivo ancora.
Da quel momento, il tracollo!
In pratica è stato un week-end lungo di bagordi fra cene fuori, aperitivi e pranzo dalla suocera, indi per cui questa mattina la bilancia segnava nuovamente i 54 kg ed io, impavida, riprendo le mie barrette.
Il lavoro per queste cose è un tocca sana, non ci sono frigoriferi, la macchinetta del cibo è in fondo ad un lungo corridoio, il che implica metri e metri di camminata per mangiare e la mia pigrizia me lo vieta e così.. barrette, barrette, barrette almeno questa e la prossima settimana.
Poi ci sarà il Natale e allora ciao! Ci rivediamo alla Befana a quota 57.
E via che si riprende.

venerdì 5 dicembre 2014

Post natalizio

Natale si avvicina ed io sono quasi in pari coi regali, infatti, solitamente, inizio a pensarci almeno un mese prima e se l'idea mi piace assai, molto probabilmente acquisto pure un mese prima.
Ho fatto anche qualche regalo handmade ma credo che non sarà tanto apprezzato quanto io ho faticato per produrlo: ci ho creduto un sacco e l'idea di fare qualcosa a mano per una persona deve pur valere qualcosa, o no?
Quest'anno niente regali tra noi grandi, ci siamo già concessi aspirapolvere dyson senza fili e asciugatrice (che ancora devo vedere e usare); per le piccole vedremo, ma ancora non hanno il senso del regalo e, onestamente, visto che ne avranno fin troppo fra qualche anno, sono dell'idea che non regalare nulla sia la scelta migliore, anche perché ci penseranno abbondantemente i nonni.
Come sempre, invece, per le amiche, ho cercato di essere più alternativa possibile e credo che, anche quest'anno, come tutti gli scorsi, non capiranno.
L'idea dei miei regali di Natale alle amiche è: "comprare cose che tu non compreresti mai e poi mai, ma che regalate potresti dire: ok posso provare"; idea applicata a tutti campi, al cibo, a dei prodotti particolari per il corpo, a orpelli (tipo un anno ho regalato delle giarrettiere e un completo hot con copricapezzoli), a strumenti "alternativi", che poi è il regalo di quest'anno: la famosa coppetta mestruale.
Una delle amiche a cui la regalerò ce l'ha già, l'avevamo comprata insieme, ma ci siamo trovate talmente tanto bene che se è curiosa quanto me, almeno un'altra ne vorrà provare.
Con mia cognata ci siamo messe l'anima in pace: il regalo solo ai bimbi ed è una bella cosa perché, come ho sempre detto, i regali sono semplicemente dei beni in prestito: io te ne faccio uno, per riceverne un altro.
A breve faremo l'albero, la mia voglia è pari a quella di correre la maratona di New York, tra l'altro con due mostriciattole combina guai per casa sarà impossibile, ma Marco non ci crede e pensa che l'albero "vada fatto" del resto non ci sta mica lui a casa con le bimbe!, questo significa che, ad albero fatto, non avrò più la capacità di muovermi nemmeno per andare al bagno perché sarà automaticamente un disastro.
Ho visto delle foto su Fb di alberi recintati coi cancelletti, ma no, la nostra famiglia è differente: confida nella bontà altrui (un po' come fece Anna Frank).
Detto questo.. il vero spirito natalizio lo posso riassumere in poche parole: "manco per il cazzo"!

martedì 2 dicembre 2014

Diete e affini non se ne può più

Per la serie "la mia dieta è salutare, quindi ciao!", ho ripreso tutti i kg che avevo perso tra cagotti vari e stress da ritorno al lavoro.
Non ho ancora raggiunto i 57 kg ma sono sulla buona strada: me ne mancano tre, mentre io volevo rimanere sui miei 51 raggiunti a furia di virus intestinali e isocell forte.
So già che la mia fine sarà come mia mamma, alla fine i nostri genitori sono lo specchio di come saremo noi da grandi, anche se io non riesco a rassegnarmi. Per carità non ho nulla contro di lei, poi dopo tutto quello che ha passato, il sovrappeso è il minimo!
Io però ho ancora bisogno di sentirmi piacente, lo dico per me, perché non riesco a guardarmi allo specchio, non riesco ad uscire se non ho una maglia abbondante che copra la mia pancia, già mi viene da piangere a pensare all'estate e alla mia pancia rovinata, vorrei almeno poter tornare a mettere tutti quei vestitini che ho nell'armadio ma, al momento, non mi riesce.
Vorrei essere carina anche per il mio uomo, anche se lui dice che gli piaccio così e anche se ultimamente, causa mia, ci siamo un poco raffreddati.
Tutto a causa della mia poca autostima.
So che il rimedio a tutto quanto sarebbe pazienza e costanza, ma purtroppo, nel mio vocabolario "pazienza e costanza" sono sotto la voce "veline"; quindi ho deciso che mi farò aiutare dai surrogati dei pasti: piuttosto che comprare pizzette e snack vari, perché non provare con le famose barrette? poco meno di dieci euro per sei pasti!
Insomma, vi terrò aggiornati, al momento partiamo da 54.2.
Colazione con muesli al cioccolato e cappuccino.