venerdì 27 febbraio 2015

Il muccio

Mentre vado al lavoro in macchina è un momento molto prolifico, in cui nascono idee per il blog.
Ultimamente però ho il vuoto cosmico e quindi la mia testa fa eco.
Ecco oggi mi sono venute in mente due cose che non sono correlate, nemmeno lontanamente.
La prima cosa è quella cosa che mi fa più schifo in assoluto, ci pensavo perché, per esempio, da non mamma pensavo che pulire il culo ai bambini fosse la cosa più ripugnante in assoluto, mentre ora che sono mamma la cacca delle bimbe mi sembra la cosa più naturale del mondo, non provo il minimo schifo; ecco, quindi, che in pole position ci va a finire il muccio.
Non il muccio in sé, insomma in fondo è una secrezione personale, nemmeno di quelli che si scaccolano, affar loro; ma ho questo blocco: quando qualcuno, col naso goccioloso, mi dà un bacio e tu ti ritrovi quella sensazione di bagnato in volto e quasi immediatamente ti rendi conto che sono i mucci dell'altro.
Ecco, non so perché ma è una cosa che mi fa ribrezzo e, purtroppo, anche se i baci sono delle mie bimbe, è come se avessi un'avversione contro i fluidi di scarto altrui.
Poi la seconda cosa a cui ho pensato è quella che mi fa incazzare più di tutte: una volta era il casino fatto senza pensare agli altri.
Mi spiego meglio.. che so tipo urlare o camminare coi tacchi mentre di sotto ci sono altre persone, ora sono abituata a quello visto che vivo nel casino... quindi niente è diventato normale anche quello, ora ciò che mi fa incazzare è chi fa il pilota per strada tipo andando alla velocità della luce e poi, in curva, occupa l'altra corsia.
Lì sarei per la pulizia etnica, un bazooka, uno sparo e via!

mercoledì 25 febbraio 2015

Blocco

Non so, ultimamente c'ho il blocco del blogger, non riesco a pensare e scrivere più niente.
Passerà, purtroppo per voi che mi leggete...


lunedì 16 febbraio 2015

San Valentino e la coda

Già da venerdì ho iniziato a cucinare, grazie ad un impegno fantacalcistico improrogabile, sono rimasta a casa da sola con le bimbe.
Ho iniziato a cucinare promettendomi di smettere se le bimbe avessero iniziato a fare le lagne e invece... vado di cheescake e a metà, prima Ilaria, poi Sofia, sono venute a farsi cambiare il pannolino e a mettere il pigiama, poi sono tornate di là a giocare.
Sono passata al tiramisù e, al momento di accendere le fruste per montare le chiare a neve, ho sentito un inquietante silenzio e sono andata a controllare..
Le pupe già dormivano divinamente e sole stringendo "la bimba" e "chicchi", mi sono sentita quasi in colpa di non aver assistito con le carezze, al loro sonnellino.

Il giorno seguente, dopo aver lasciato le pupe in compagnia della suocera, sono andata a trovare mia mamma che non sta per niente bene e, dopo averle fatto la spesa, sono tornata su.
Abbiamo dormito tutti quattro insieme e poi ci siamo fatti una passeggiata per Cattolica e, infine, mi sono dedicata agli ultimi preparativi per San Valentino; abbiamo sfamato le bimbette che, ultimamente, mangiano pochissimo e le abbiamo portate dai nonni.
Ci siamo gustati la cena con calma e poi, come ogni sera ormai, ci siamo appisolati sul divano di fronte la tv a guardare Napoli-Palermo (che culo).
Le portate sono state: cheescake al pesto con pomodorini confit (e bottiglia di champagne), spaghetti burrata e bottarga (con bottiglia di Praepositus dell'Abazia di Novacella), bocconcini di rana pescatrice al profumo di limone e zenzero con contorno di patate soffiate al curry, mandorle e peperoncino e, per finire, tiramisù con gocciole ai frutti di bosco e zuccherini a forma di cuore.
Insomma ci siamo alzati dalla tavola che eravamo tronfi e infatti il divano è stato più che ammaliante e ci siamo abbandonati tra le sue grinfie.

Il giorno seguente la sveglia era alle 6, dovevamo andare a Bergamo per comprare una bicicletta elettrica e poi a pranzo fuori a festeggiare un secondo San Valentino.
Si parte, prima sosta in autogrill e colazione, dopo poco una ragazza di Modena chiede l'amicizia a Marco (questo particolare servirà più avanti nel racconto), lui rifiuta e proseguiamo il viaggio.
Andiamo avanti per un bel pezzo e, al momento di uscire, panico! Non c'è più il portafoglio (ogni volta che mette quei pantaloni è assodato che perde il portafoglio), niente pago io e usciamo.
Lo cerchiamo per un po' ma poi ci convinciamo (dopo miei pianti isterici) che è a casa, che è scivolato quando ho tirato su tutta la sua roba.
Come si fa? eravamo a Bergamo per comprare una bici e non avevamo più i soldi.. ok prelevo io e gli lasciamo la batteria come pegno per chiudere il pagamento.
Paghiamo e andiamo via, la giornata è stata pessima quindi niente pranzo, era meglio pensare alla benzina per il ritorno e al pedaggio, ci fermiamo in un mega centro commerciale quando ci arriva una telefonata.
La polizia di Malpensa! Una ragazza che era lì presente, aveva trovato e riportato il portafoglio ma doveva partire in volo.
Noi ci siamo rimessi in viaggio e dopo poco più di un'ora avevamo nuovamente il malloppo, compresi i soldi: onestà imbarazzante. Peccato poi che ci siamo presi la multa per aver sostato più di 10 minuti nella zona dei saluti (multa che sarà intorno agli 80 euro se ci va bene, 318 se ci va male).
Potevo spostarmi, è vero, ma col piffero che sarei riuscita a tornare dove ero...
Giornata movimentata, abbastanza stressante, ci siamo fermati a mangiare in autogrill e siamo tornati a casa alle 18 io ero morta, non abbiamo nemmeno cenato.


lunedì 9 febbraio 2015

Settimane intensive

Le bimbe hanno avuto l'influenza.
A dire il vero non è stata una cosa molto grossa, nel senso che la febbre ha toccato anche quasi i 39, ma loro non sembravano assolutamente debilitate se non la notte, nei loro lettini, a tossire e a fare apnee a causa del muco che ostruiva le vie respiratorie.
E così, dopo un consulto con la pediatra, è iniziato il calvario.
Ok, parlare di calvario è un po' esagerato, in fondo abbiamo la fortuna che le bimbe stanno bene, ma per loro sono state sicuramente torture e sevizie.
Tanto per incominciare l'aerosol, stranamente lo abbiamo affrontato bene e di petto, poche lagne, cartoni accesi, tante chiacchiere e via, dopodiché lavaggi nasali, il che significa prendere una siringa riempirla di acqua e spararla prima in una narice poi nell'altra sperando di sciacquare via più mucci possibili, non paga, avevo anche le gocce da inserire al naso.
Dopodiché la congiuntivite... noooo... quindi gocce anche negli occhi.
Tralasciando le urla e i contorcimenti delle bimbe, la cosa più brutta di tutte è quello che da genitore devi fare per farle star bene, tipo che quando le tengo duro per pulire il naso, mi sembra di fare una violenza indicibile, mi sento male, mi viene da piangere, mi dico che è per il loro bene, ma non lenisce il malessere.
Vorrei tanto accollarmi io i loro malanni, sto proprio male in questi giorni.
Tralasciando il fatto che Marco è stato male tutto il tempo e, nonostante tutto, mi abbia aiutato costantemente (io sarei svenuta più e più volte) e che mia mamma, che passava ad aiutarmi nel pomeriggio, si è beccata l'influenza e non può curarsi a causa dello shock anafilattico che ebbe tempo fa..
Tutte le fortune, insomma!

lunedì 2 febbraio 2015

La domenica

Sabato sera abbiamo avuto amici con figli a cena, non tanto per la cena che alla fine era una pizza ordinata al ristorante, ma per stare insieme e tenere occupate le bimbe.
Direi che è andata bene a parte che l'altra coppia di gemelli ha rischiato di tirarci giù la casa.
Solo che poi, si sono dileguati tutti ed è rimasto tutto quanto da sistemare, poco male perché il giorno seguente sarebbe stato domenica.

Ci siamo alzati a fatica, abbiamo dato la colazione alle bimbe e poi le abbiamo posteggiate dai nonni per sistemare casa.
In due si fa molto prima e, grazie al cielo, Marco mi ha dato una bella mano.
Ecco però il problema che ci affligge da quando abitiamo là "dar aria alla casa" di cui, quasi puntualmente, è un'incombenza mia ed è stato così anche domenica.
Avrei dovuto tenere aperte le finestre per 7 minuti (7? chissà da dove esce fuori), peccato però che nel mentre io abbia pulito le tovaglie di plastica e abbia dato l'aspirapolvere dimenticandomene completamente.
Me ne sono ricordata solo 10 e più minuti dopo e.. tragedia! "ma quanto hai tenuto aperto?" "ah, ho chiuso adesso, dopo che ho dato l'aspirapolvere" "brava eh, complimenti, hai visto quanti gradi sono?"
A quel punto non ho resistito, ho messo su il mio muso e me ne sono andata altrove (poi vabbè lasciamo stare la sua scenata con il cancelletto delle scale.. mai che se la prendesse con le robe sue, sempre con quelle degli altri!)
Ma io dico, si potrà? Va a finire che l'ho fatto apposta a tenere aperto così "tanto"! Già perché sono poco freddolosa io! e ogni volta che capita qualcosa, sempre quell'aria di sufficienza a dirmi "brava eh" che suona tanto da "sei una merda".
Ne ho fatte trecento quella mattina: sistemato i giochi delle bimbe, pulita la tovaglia, portato i piatti di sopra, sistemata la cucina, dato l'aspirapolvere, una lavatrice e poi lo straccio.. in pratica di tutto quello che ho fatto nemmeno una parola, poi per sbaglio, dimentico qualcosa e via che scattano subito i rimproveri.
Ma la domenica non è finita qui, passa indenne il pomeriggio e arriva la sera, lasciamo nuovamente le bimbe ai nonni e andiamo a farci una birra, giusto per non sentirci troppo sedentari.
Prendiamo da bere, lui finisce la sua e aspetta un po'.. io la mia proprio non la castigavo ma, a piccoli sorsi, la stavo concludendo.
Dopo un primo avvertimento "dai però, finisci quella birra" e l'attesa di altri cinque minuti, si alza, va a pagare ed esce dal locale. La proprietaria mi sorride ed io per sdrammatizzare dico "che handicappato!" ma stocazzo sono rimasta come una merda, penso che nemmeno alla pezza da piedi più pezza che esista si possa fare così.. sei in compagnia, prendi e te ne vai, ma che merda sei, scusa?
Tra l'altro non sei con amici, sei con la tua ragazza.
Penso che sia la mancanza di rispetto più grossa che esista dopo le violenze domestiche e le sgommate nel cesso.
Che cosa ho potuto farci? niente, anche perché per "il mister" è tutto normale!
Abbiamo ripreso la macchina e siamo tornati a casa, lui è sceso, ha preso la porta (lasciandola aperta) ed è andato su.. io mi sono ritrovata a togliere la roba dall'asciugatrice e a sistemarla.
Vabbè qua non mi aspettavo grandi cose.. direi che dopo la scenetta post-birra, non è che mi possa aspettare chissà che, ma magari mentre stai salendo, dirmi due parole, che so "io vado su" ah si scusa sono tre, per l'esattezza.
Magari ti avrei detto "ok, io devo piegare i panni" e magari tu avresti potuto dirmi "ah, hai bisogno di una mano?" e io avrei sicuramente risposto "no, non preoccuparti, grazie".
Insomma avrebbe prodotto lo stesso risultato ma se non altro avrei finito questa domenica di merda in maniera molto migliore e invece....
Poi le persone mi chiedono perché io brami tanto il lunedì; per carità non è sempre così drastica, solo che basterebbe così poco per far scomparire il mio muso..
Adesso mi aspetto le critiche: perché non me lo hai detto subito? Direi che a 35 anni, se ancora devo starti a dire cos'è maleducazione e cosa no, non solo è troppo tardi, ma evidentemente è stata presa quella piega lì e c'è un errore di fondo.