mercoledì 3 giugno 2015

Quando l'azienda fa un buco nell'acqua

Vorrei raccontarvi questa storiella.
C'era una volta una lavoratrice a tempo pieno di una grossissima azienda pesarese che fa macchine per il legno, vetro e marmo che, aihmè, pur non volendo, rimase incinta di due gemelle.
Decise che voleva vederle a tutti i costi e così decise di tenersele.
Questa lavoratrice però pensò "oibò mi hanno mandato in maternità anticipata per la mia gravidanza a rischio, mi hanno lasciato a casa beata per il mio periodo di maternità obbligatoria (e non è così scontato), ora vorrei evitare il più possibile di prendere la maternità facoltativa".
E fu così che iniziò a ragionarci su.
I nonni chiesero che almeno svezzasse le gemelle per poi lasciarle a loro fino all'inizio dell'asilo.
E così la cara lavoratrice decise (quasi forzatamente) di bruciarsi tutte le sue ferie e prendere tre mesi di congedo parentale facoltativo, giusto il tempo per svezzare le pupe intorno ai 5 mesi di vita.
Incominciò a tornare al lavoro e lasciò le bimbe ai nonni a febbraio che, fino a luglio, non hanno fatto altro che romperle il cazzo facendole notare quanto fosse pesante tenere due bambine tutte quelle ore.
L'asilo cominciò e la lavoratrice cercò di prendere meno congedo possibile per l'inserimento e promettendo di lavorare, per quel che riusciva, durante quel periodo (nonostante il divieto assoluto richiesto nel congedo parentale).
Non solo, ma richiese di lavorare ad agosto il più possibile, per poter spostare le ferie a settembre (chiusura dell'asilo).
La lavoratrice, al contrario di altre sue colleghe, non è mai arrivata in ritardo con la scusa dei bambini da portare all'asilo, si è sempre svegliata alle 6.30 per riuscire a non fare mai tardi e per mostrare all'azienda che le aveva concesso il part-time, la sua gratitudine.
La lavoratrice suddetta avrebbe avuto ancora a disposizione ben 9 mesi di congedo parentale.
Poi, un bel giorno, alla scadenza del primo anno di part-time, fu chiamata dal responsabile del personale che le comunicò che il suo part-time era in chiusura e che le avrebbero concesso, con molta magnanimità, altri sei mesi per potersi organizzare.
Ora, posto che la comunicazione le è stata fatta a fine maggio e, guarda caso la fine delle iscrizioni dell'asilo è a fine maggio, posto che le bambine hanno appena compiuto due anni e posto anche che ci sono persone in azienda (e alcune proprio nella stessa realtà in cui lavora la lavoratrice) che hanno il part-time da almeno 12 anni e sentirsi dire che stanno chiudendo i part-time "vecchi"; la lavoratrice rimase molto delusa da tutto ciò.
Sempre riconoscente per averle concesso almeno un anno di part-time, ma delusa dal fatto che, nuovamente, è stata presa per il culo nonostante la sua buona condotta:

  • arrivare sempre puntuale al lavoro (al contrario delle altre sue colleghe con figlie)
  • lavorare e concedersi solo una pausa al giorno
  • prendere meno maternità facoltativa possibile per dimostrare la volontà di far parte dell'azienda
  • impegnarsi al massimo per rendere come 8 ore pur lavorandone 6
  • mai preso la malattia per curare le bimbe se non strettamente necessario, ha sempre preferito dare l'incombenza ai nonni e beccarsi tutte le mortificazioni del caso
Ora la lavoratrice non sa cosa fare, le scelte sono veramente poche:
  • lasciare le bambine fino alle 18 all'asilo (ammesso di trovare un asilo così) sembra una cosa brutta e insensibile.. sono così piccole; 
  • contare sull'aiuto dei nonni: ma visto i precedenti, non ha molta fiducia sulla cosa anche se il suo moroso la pensa diversamente.. ma un conto è dare l'incombenza per un periodo preciso di tempo, un altro conto è dare l'incombenza da qui all'eternità.
  • prendere una baby-sitter che possa coprire le due ore di tempo necessarie fino alla fine del lavoro (ma a sto punto quasi meglio l'asilo...)
E fu così che la lavoratrice si organizzò: prima di tutto decise di non usare più nemmeno un giorno di ferie, sostituendole con le giornate di maternità così che avrà tutte le ferie da poter utilizzare, due ore al giorno, per concedersi un part-time fai da te.
Inoltre, ad ogni malattia delle bambine, anziché consumare ferie o maternità, si farà mettere in malattia pure lei.
Spera di cavarsela per un po', almeno fino a fine anno, anche se spererebbe che il personale rinsavisse un pochettino e magari provvedesse a togliere effettivamente i part-time vecchi e concedere almeno per tre anni i part-time a chi ne ha effettivamente bisogno (leggasi due gemelle....)

L'azienda della lavoratrice, ha perso un sacco di punti sul piano umano, che peccato, pensare che basterebbe così poco per rendere il lavoro più piacevole e proficuo, invece così le persone vengono spinte a lavorare il giusto indispensabile...

Morale della favola: a fare tutto secondo i dettami del buon senso, si rimane inculati lo stesso. Tanto vale approfittarsi sempre di tutto e di tutti.



Piccola nota per 17enne: non riesco più a leggerti!! Piangoooo io!

2 pensierini:

Anonimo ha detto...

Hola! Dopo una lunga notte di chiacchiere ho chiuso il blog all'alba di qualche giorno fa, perché in realtà era chiuso già da qualche anno ed era ora di andare avanti. Ora sono una bionda qualunque che colleziona fidelity card di aziende di trasporto in giro per il mondo!
17N

Sara Scavolini ha detto...

Nuooo, ma sei bionda anche inside? A me non sembrerebbe..

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