martedì 20 ottobre 2015

Essere mamme, la saga continua..

Va di moda, da un po' di tempo, lo stile Montessoriano per l'educazione dei figli.
A leggere di cosa si tratta su Wikipedia, sembra tutto bello, tutto perfetto, sembra perfetta anche lei, medico affermato, scienziata, psicologa e perfino laureata in filosofia, prolifica di ricerche e di documenti inerenti all'educazione.
Peccato però che lei stessa abbia partorito (cito da Wikipedia) "un figlio, Mario, che partorì di nascosto e affidò a una famiglia di Vicovaro (un paesino del Lazio), precisamente lo affidò alle cure di Vittoria Pasquali. Dopo la morte di sua madre, Maria poté prendere il figlio, ormai quattordicenne, a vivere con sé, dicendo che era un nipote."
Ora, per carità, immagino abbia dedicato la sua intera vita agli studi e a questo metodo che prese il suo nome, ma sono dell'idea che una persona che ha iniziato a crescere un figlio, spacciandolo per nipote, all'età di 14 anni, non abbia proprio coscienza di cosa vuol dire avere bimbi piccoli.
Poi per carità, io sono molto lontana dall'essere una mamma e, puntualmente, mi viene ricordato quasi ogni giorno da mio moroso, però sono dell'idea che una sculacciata ogni tanto (mai nella testa, come qualcuno fa in casa, sempre!), ci sta tutta.
Le cose vanno dette perché iniziano a capire, ma poi quando non basta, una sculacciata e via.
Un'altra cosa imbarazzante sono tutti quei giochi montessoriani arditi.. per carità si dice che anche un mestolo o un mazzo di chiavi siano montessoriani, ma tutte quelle teorie... come cavolo facevano i nostri nonni?
Vedo che siamo cresciuti lo stesso.. gli squilibrati ci sono e ci saranno sempre e  non penso siano dovuti al metodo con cui sono stati allevati.
Ed è inutile parlarne, io sono sempre più esaurita e le bimbe lo sentono, sia come vibrazioni, sia perché parlo con loro come uno scaricatore di porto e, quando mi passa la rabbia, mi viene da piangere.
Non so come fare a limitarmi, quando scatta la molla, non mi fermo più.
#montessori

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