lunedì 15 febbraio 2016

I postumi

Avrei voluto evitare di parlare di San Valentino, ma dopotutto è passato e l'ho festeggiato, quindi perché no? Rimango sempre dell'idea che è più che altro una festa consumistica ma, voglio dire, di soldi per le cazzate se ne spendono tanti, si potranno pur spendere due lire per qualche cioccolatino.
Ecco sì, se non fosse che, in cambio del mio barattolo dei ricordi, ho ricevuto un pellicciotto smanicato che avevo guardato e provato con gli occhi a cuoricino ma che, purtroppo, era l'equivalente del mio stipendio.
Animalisti astenetevi, lo so da sola che certe cose non si fanno e non sta bene indossare animali morti, la mia coscienza mi sta bacchettando già da quando lo avevo provato, anzi per farmi desistere dall'idea malsana, mi ero guardata un po' di video su come vengono scuoiati quei poveri animali, diciamo che aveva funzionato, anche se poi, ogni volta che passavo di fronte al negozio, l'occhio cascava là.
Insomma alla fine noi abbiamo festeggiato un San Valentino doppio perché avevamo già prenotato per sabato a Pesaro visto che, solo sabato mattina abbiamo saputo che potevamo lasciare le bimbe ai suoceri domenica.
Poi domenica abbiamo rifatto gli innamorati smangiucchiando in giro e visitando Gradara che sembra abbia battuto Verona come città dell'amore, ok poi se scorri un po' di articoli scopri che, secondo Amazon, invece vince Milano...
Nel contempo abbiamo cercato di far divertire le pupe il più possibile: sabato pomeriggio inaugurazione di una pizzeria a Pesaro (amico di Marco) e loro si sono sfondate di pizza e patatine; poi domenica mattina, che era piovosa, siamo stati all'Iper a giocare nella piscina delle palline con la nostra amica Lucia (e io ho chiacchierato con Silvia).


Invece dopo aver pranzato a suon di cappelletti dai miei, e dopo la nanna di Ilaria e Sofia, ci siamo fiondati al carnevale di San Giovanni visto che il tempo sembrava essere clemente.

 Le pupe si sono divertite un sacco e il papà ha preso loro tanti gadget dai carri.
Ma soprattutto abbiamo potuto sfoggiare per l'ennesima volta il nostro vestitino da minnie e, se tutto va bene, avremo anche un'altra occasione per il carnevale di Fanano.











Ah per l'onore della cronaca.. per il regalo di quest'anno mi sono ispirata a queste cose qua:


nel mio, nello specifico, ho messo la card del nostro viaggio in Spagna, quello dove sono rimasta incinta, le card della crociera con le pupe, il primo ciuccio di Ilaria (proveniente dalla tin), il primo ciuccio di Sofia (eravamo già a casa) e poi due pergamene con etichette fatte a mano che ripercorrevano la nostra storia insieme, dalla prima volta che ci siamo visti alla vacanza in Sardegna coi nonni, passando per dentini, passi, parole e viaggi.
Niente di che, ma tutte cose che aiutano a ricordare cosa abbiamo passato e rivivere momenti che, magari, col tempo, potrebbero sparire dalla memoria.


8 pensierini:

Anonimo ha detto...

Anche noi abbiamo festeggiato a Pesaro! Va a finire che è quella la città dell'amore... PS: ti dico solo che a carnevale ero vestita da vichinga, con sulle spalle una vera pelle di lupo con le zampe annodate a mo' di mantello. Animalisti, uccidetemi pure!
17N

Sara Scavolini ha detto...

hihihih sei perfida! :P
dov'eri? se si può sapere...

Anonimo ha detto...

Al Polo! Non ho la forza di muovermi dal lungomare finché non apre la Sprecata e poi lì mangio sempre bene :D
17N

Sara Scavolini ha detto...

Uh già al polo, che poi è gluten free..
ma la sprecata? tra l'altro adesso che sono più romagnola che pesarese mi hanno bachettato: dicono che "sprecata" la chiamano solo i pesaresi, il nome è "da galiaz", ma vuoi mettere?
io preferisco di gran lunga chiamarla la sprecata!
Al polo ci devo tornare, sei già la seconda persona che me ne parla ancora bene ed io mi ero trovata benissimo la volta che ci ero stata!

Anonimo ha detto...

Sì, il Polo merita! Sono molto attenti anche con i bambini. E i romagnoli possono andare a fare il bagno nel loro mare brodarola, la Sprecata si chiama Sprecata come la Unta si chiama Unta!
17N

Sara Scavolini ha detto...

Lo sai l'origine del nome? La sprecata perché si diceva che la cameriera che ci lavorava, da quanto era bella, era sprecata per lavorare là.
La unta non necessita di commenti, direi.. ma hai visto che cosa ha messo su? Sta rifacendo tutto il baracchino in cemento (i lavori sono in corso d'opera, attualmente..)

Anonimo ha detto...

Haha, la storia della sprecata mi fa sempre morire! Dalla Unta ci sono passata in bici lo scorso weekend! Vedremo cosa tira su :-)
Oh ma non ci piace la piada eh :D

Sara Scavolini ha detto...

Un gran bel po' (alla psaresa)

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