giovedì 31 marzo 2016

Vacanze pasquali

Temevo il peggio, invece le vacanze sono filate lisce.
Il nonno ci ha regalato il monopattino di Masha e Orso e vedere due esserini mignon che, a mala pena raggiungono il manubrio, sfrecciare come le matte fa molto strano, ce ne siamo accorti anche passeggiando per Cattolica: tutti incuriositi a guardare questi due esserini che sgommavano su tre ruote.
Sono buffe e il monopattino è un oggetto santo.
Si fanno delle dormite colossali dopo la stanca.

Siamo stati allo zoo safari di Ravenna, abbiamo visto tanti animali, abbiamo avvicinato giraffe, cammelli, pony, abbiamo ammirato da lontano leoni, tigri, ippopotami, lemuri, rettili vari; ci siamo affezionati alle scimmiette che si attaccavano su al trenino.

 

Poi siamo andati a mangiare e lì hanno scoperto il mondo dei gonfiabili e si sono divertite ancor di più (anche se dalla faccia non sembra).


E' proprio un bel parco e siamo andati via a malincuore.
Insomma pollice alzato per le vacanze pasquali, il papà è stato sempre presente e credo sia stato questo  il motore del successo.

Ah oggi è il mio compleanno, non andremo a mangiare fuori, anche se solitamente andava così. Usciremo domani per il compleanno di una cara amica che ho conosciuto grazie a Marco.
Ieri abbiamo partecipato alla festa di compleanno della sua bimba, insomma è un continuo festeggiare...


venerdì 25 marzo 2016

Tacere è meglio!

Mezza giornata, questo è il tempo in cui ho rimuginato e tentato di digerire e farmi passare il nervoso. Poi ho deciso di provare a raccontare, non tanto per qualcosa in particolare, ma siccome quando sono incazzata si vede, o per lo meno così dice Marco, ho pensato che se mi vedeva col muso e insistevo col dire di non aver niente, rischiavo di passare dalla parte del torto.
Di contro però, quando racconto una cosa mia personale che mi è accaduta e che mi fa saltare l'ulcera va sempre a finire (ci si può persino giocarsi le palle) che quella sbaglio io. A prescindere e quindi solitamente dopo che racconto le palle mi girano ancora più vorticosamente.
Poi però se invece non esterno le mie cose, se non sputo fuori il rospo, passo per quella che non le frega nulla, non vuole risolvere, non ha voglia di migliorare, non <mettere qui un'infamata gratuita>. Tanto per capirci.
E così niente...
Inizio a raccontare che anche oggi ho avuto a che fare con mio padre, col suo nuovo attrezzo col karaoke, che ho dovuto assecondare una richiesta con tutta la pazienza di questo mondo. Gli ho ordinato numericamente le sue basi ed ho creato un file stampabile con la raccolta di tutte le sue canzoni, per poi finire ad essere presa ad insulti.
Ho resistito, ormai ho un buon allenamento, ho sopportato ben 4 alzate di ingegno con tanto di insulti, poi non ce l'ho fatta più, gli ho detto che ci rinunciavo e che, con mia mamma presente, non avevo idea di cosa avessi detto o fatto per meritarmi tutte quelle parole, ho salutato e me ne sono andata, con mio padre che mi urlava dietro "e io dovrei venire a casa tua? Per cosa che non ti frega un cazzo di nessuno". Ma chi ti ha chiesto niente?
Intanto ha avuto la sua lista ordinata di canzoni, copiata in tre chiavette (malattia mentale) più sullo smartphone, il suo PC ripulito da virus e aggiornato a Windows 10 e la stampante installata..
Il tutto perché non sono riuscita a spiegargli perché "piccolo fiore" era in posizione 36 anziché 37 come scritto nella lista.
Infamate gratis, infamate per tutti.
Ma sto dilagando.. Il punto quale è?
È che ci ho messo mezz'ora per decidere di raccontarlo a marco e l'ho fatto nella strada di ritorno dai suoceri, senza le pupe e quindi senza interruzioni e....
Niente sono arrivata alla premessa, al fatto che stavo per ordinare le canzoni e lui? Ha cambiato discorso, sbrigativamente e non sono più riuscita a tornare sul nocciolo della questione.
Ho capito che probabilmente tutte le volte che mi infama per il muso che "si vede da lontano" evidentemente ha solo voglia di discorrere e quando ho bisogno di parlare e magari divago e parlo di quel che mi è successo al lavoro e trovo un muro, e parlo della mia nuova app di videosorveglianza e trovo un muro, e provo a parlare di una cosa che mi ha fatto andare di merda una giornata intera in 10 minuti e trovo un muro; allora capisco che tacere e annuire è rimasto l'unico modello comunicativo accettabile e che se imparo a non fregarmene di un cazzo, di sicuro non è "merito" mio, ma è l'unica strada percorribile per mantenere quel minimo di sanità mentale rimastami.

giovedì 24 marzo 2016

Take it easy (repeat N-times)

E niente alla fine siamo stati sulla neve e abbiamo intrapreso l'avventura del rifugio con bagno in comune e senza tv, scoprendo poi di essere scoperti anche per quel che riguardava la linea mobile e la linea dati (la wifi c'è ma avevano avuto un problema da poco e non andava).
In compenso abbiamo trovato un calore, una cordialità e simpatia mai ricevuti prima da una struttura ricettiva.
Siamo stati sul Catria al rifugio Cupa della Cotaline.
I gestori sono persone fantastiche, ci hanno letteralmente corteggiati, ci hanno fatto sentire in famiglia e ci hanno viziato col cibo e con le attenzioni.
La stanza era molto comoda, un po' troppo calda, ma tutta in legno, al piano di sotto c'era un camino stupendo e la sera, quando eravamo soli con gli "abitanti" del rifugio mi è sembrato di essere altrove: nessun cellulare, nessuna tv, solo chiacchiere, risate e giochi.
Abbiamo mangiato divinamente e finalmente le pupe hanno visto la neve per la prima volta.
Non è andata affatto male anche se sono stati due giorni impegnativi, tralasciando che Ilaria ha avuto paura un po' di tutto.



Probabilmente non sarei in grado di reggere per più di due tre giorni con quel tipo di "solitudine", io, in fondo, sono social-addicted, ma sicuramente lo rifarei e ci siamo già decisi di provare a tornar su anche d'estate. Un po' impegnativa la cestovia e i suoi 20 minuti a strapiombo, ma si fa...

Per il resto.. ci sono persone che difficilmente si dimenticano, semplicemente perché ognuno ci lascia un ricordo, ci strappa un sorriso, ma ce ne sono altre che.. keep kalm, take it easy!


venerdì 18 marzo 2016

sma-q mi band e sticazzi

Oggi ho fretta, c'è la festa del papà e sto preparando una letterina per mio babbo cercando di fargli capire che avrei piacere che frequentasse un po' di più le bambine senza anteporre sempre la "scusa" della Eby per non venirci mai a trovare e per, guarda caso, palesarsi solo quando ha qualcosa da risolvere (problema al pc, problema al cellulare, problema alla connessione bt della macchina).
Lui dice che non è così, che è soltanto il fatto che vuol essere libero di portare la Eby a casa nostra, ma lui lo può fare solo che poi deve stare alle nostre regole: non salire sul divano. Invece no, lui vuole che lei abbia la stessa libertà che ha a casa sua.
So che non servirà a nulla, ma ci voglio provare.

Detto questo vorrei chiedere venia a Stefano e al suo blog, in fondo ero frustratissima dall'inculata ricevuta dai nostri amici cinesi, cosa che so benissimo che va messa in conto. Me l'ero presa perché lui mi disse di non aver provato lo sma-q in corsa, ma in realtà che cacchio centra? In fondo non è che per scrivere una recensione uno deve andarci a correre, tra l'altro nonostante io gli abbia dato del markettaro, si è pure offerto di mandarmi il suo sma-q.
Un signore, non c'è che dire.. e io una pirla, ma... questo lo sappiamo già.

Aggiornamenti sullo sma mio non ci sono, forse dev'essere arrivato in Cina.., mentre la miband è definitivamente morta ed ho ordinato la sua successiva con battito cardiaco. La voleva anche la mia amica Fra ma intanto ne ho ordinata una perché sono combattuta, stavo pensando alla talkband della huawei per me.




martedì 15 marzo 2016

"lontano" da casa

Mi manca tanto non essere più "vicina" a casa mia, mi manca non poter chiamare mia mamma e dirle, andiamo a fare colazione? senza dover prima preparare le bambine, portare tutte le cose che necessitano, prender su la macchina e farmi 20 minuti di strada.
Mi manca non avere mai una visita a sorpresa, per carità già avere loro che vengono lunedì e giovedì è come manna dal cielo, ma sabato, per esempio, che è venuta mia mamma e mio babbo ad una visita imprevista, mi ha fatto un piacere enorme.
Tralasciamo poi che era perché dovevo sistemare pc e telefono di mio padre, perché altrimenti sembra che lui non abbia mai altro stimolo per venirci a trovare.
Ogni volta che penso di fare qualcosa, necessito di una preparazione e organizzazione ferrea, se ho bisogno di andare a fare una spesa imprevista, devo comunque aspettare lunedì o giovedì, oppure chiedere a Marco se ci va per me.
Mi manca non avere questa "comodità" visto che tutti i pomeriggi, per lo più, sono sempre da sola, allo stesso modo mi mancano le mie amiche, che una volta ci si sentiva e ci si vedeva in meno di cinque minuti coi motorini in Via S. Francesco.
Ora è tutto più complicato.
La vita coi figli cambia e chi non te lo dice, sta solo indorando la pillola.

Momento tristezza finito, veniamo agli aggiornamenti.
Mercoledì scorso abbiamo avuto l'incontro con l'esperto, questa volta era una psicologa.
Le ho chiesto come mai a cena ci fanno dannare e come mai Ilaria ha sempre un comportamento strafottente.
Come solito le risposte non sono oracoli, ma mi trovo parecchio in quello che ha detto.
Ha fatto una distinzione, senza conoscerle, semplicemente dopo averle un po' descritte, ha provato ad interpretare Sofia come la bimba che ha bisogno di sicurezze ed è per questo che ha sempre bisogno dell'approvazione di sua sorella e si attacca molto a me quando capisce che me ne sto per andare.
Mentre Ilaria è più menefreghista e a cena diventa un disastro perché Ilaria dà il via e Sofia, per emulare, vedendo che le cose "vanno bene", le va dietro.
Il problema siamo io e Marco che, quasi mai d'accordo sul da fare. Se io la minaccio di mandarla via senza cena, lui le propone formaggio e pane per far sì che mangi qualcosa, se lui la sgrida per il comportamento strafottente, io poi la consolo.
E' la strategia coesa che ci manca e loro l'han capito e se ne approfittano e ci mettono con le spalle al muro.
Per carità non è che sia così drammatico, ma l'ora di cena ci porta via ogni energia e tutto quel poco di pazienza rimasta.
Il suggerimento della psicologa è di discutere insieme una strategia, qualunque essa sia, e di portarla avanti insieme. Non abbiamo messo in atto nulla ancora, perché quella sera, provando a parlarne, la risposta è stata che la psicologa non capisce niente e che sono io che sbaglio perché Ilaria se non mangia nulla è un problema (io sono dell'idea che la prossima volta ci pensa su due volte).

Giovedì ho scoperto che la miband è destinata a morire.
L'ho attaccata per la ricarica e non carica più.. lunedì mi era caduta senza bracciale e credo le abbia fatto molto male. La carica era al 18% e sta letteralmente morendo (oggi è al 4%).
Intanto ho ordinato la nuova miband 1s, sto pensando se, invece, passare alla talkband b1 della huawei. In caso darei la miband a Francesca che mi ha chiesto di ordinarla anche per lei.

Venerdì sera, invece, abbiamo fatto una cena in compagnia ai Picari.
Siamo stati a cena con Federica e Gianni, i nostri vicini di casa che hanno anch'essi due figli: Giacomo e Leonardo.
Siamo stati molto bene, ho conosciuto Federica ai centri per le famiglie, anche se è mia vicina di casa da quando mi sono trasferita. Abbiamo parecchie cose in comune: è una blogger, è una gradarese acquisita, è mamma di due bimbi, direi che è più che sufficiente per fare amicizia, no?
I bimbi si sono divertiti tantissimo, noi abbiamo cenato e chiacchierato, spero si rifaccia una pizzata in compagnia.
Oggi ho anche ordinato l'hard disk esterno per mettere tutte le foto delle bimbe che non abbiamo ancora stampato, chissà se le stamperemo mai..
Devo liberare il pc dell'ufficio e visto che i miei mi volevano fare un regalo, mi hanno sganciato 80 euro e con 60 ho comprato hard disk e custodia.

Sabato invece siamo stati a fare compere per le pupe in previsione di poter andare in Carpegna la domenica sulla neve.
Le pupe si sono portate a casa una tuta da neve simpaticissima e i guanti; eravamo già dotati di scarponcini.
Poi domenica in Carpegna non ci siamo andati, il tempo non ce l'ha permesso, riproveremo questo fine settimana per andare al Catria, speriamo bene!



giovedì 10 marzo 2016

Intrappola.To

Ebbene sì, ci siamo fatti prendere dalla moda dell'escape room.
Ieri ore 22.30 avevamo appuntamento davanti ad una saracinesca con tastierino.
Durante l'iscrizione, per mail, ci hanno mandato una serie di enigmi da risolvere per trovare il codice per poter entrare.
Entrati in questo garage adibito a stanza ci siamo sentiti un po' spiazzati: luci soffuse, piccoli spazi e tanti tranelli, in prevalenza dei gran lucchetti da aprire tramite enigmi via via sempre più strani e bizzarri.
Fortuna la voce fuori campo! Non gli abbiamo nemmeno chiesto il nome ma è stato gentilissimo e, senza sbilanciarsi troppo, ci ha dato una dritta qua e là.
Il gioco si può riassumere in: trovare dei codici per aprire i lucchetti che a loro volta danno luogo a nuovi enigmi.
Noi abbiamo ottenuto un 83% ma non ne siamo usciti.


Ovviamente la nostra squadra non si poteva non chiamare "I giamblen".

mercoledì 9 marzo 2016

Reload 8 marzo

Dunque, in realtà la mimosa è arrivata e, per poco, non arrivava anche la torta mimosa.


Non solo la mimosa ma è arrivato un gufetto "mamma" per me e due gufetti mignon per le pupe. Abbiamo festeggiato così la nostra festa delle donne.
Niente di particolare, ma mio moroso ha pure cucinato per noi: piadina con carciofi, tonno, pomodoro, mozzarella, devo ammettere che era buonissima.
Poi come ogni altro giorno ci siamo addormentati bellamente sul divano.

Questa mattina la confessione: aveva già organizzato l'uscita con bevuta in un pub di Cattolica coi suoi amici, amici rigorosamente single o comunque con morose (senza figli) in giro a festeggiare per i fatti loro.
Devo ammettere che se sarebbe uscito anche quest'anno mi cascavano un po' le palle, fino qualche tempo fa non usciva mai, quindi un'uscita ogni tanto perché no? In fondo non siamo mica in galera! Però questa settimana ha dato, sabato al cocoricò e questa sera andiamo insieme al gioco "intrappola.to".
In fin dei conti io esco molto ma molto meno di lui, non me ne faccio un gran problema, ma ovviamente fa piacere anche a me uscire con le amiche senza fare le 6 di mattina.


martedì 8 marzo 2016

Festeggiare o non festeggiare?

Non festeggiare, direi..
Non certo per protesta, ho sempre festeggiato la festa delle donne andando a mangiare fuori con le amiche, poche ma buone. Una sola volta sono andata a ballare, ma ho avuto un senso di nausea per tutto lo schifo che possiamo raggiungere noi donne, quando la zoccolaggine è in "mode on".
Quest'anno, come l'anno scorso, non festeggerò semplicemente perché una delle mie amiche lavora, faremo una cena più avanti.
Del resto c'è poco da festeggiare, se uno guarda al significato di questa "festa".
L'unica nota triste è che qua al lavoro, quando c'erano Thomas o Fede, un piccolo rametto di mimosa ci arrivava sempre, ora a stento gli auguri.
Ok non è che sia importante il rametto, è il gesto, è come dire "ti ho pensato" anche se poi il rametto l'ho raccolto nel giardino della vicina.
Quello che mi fa un po' rabbia, invece, è che sicuramente questa sera mio moroso mi "chiederà" di uscire, tralasciando che sabato scorso è stato al memorabilia al cocoricò ed è tornato alle 6. L'anno scorso è andato lui a festeggiare la festa della donna e io sono rimasta a casa ".. tanto se non hai niente in programma, perché non posso uscire io?"
Per esempio perché se è la festa della donna, non vedo il motivo per cui devi andare in girone che tanto lo sappiamo tutti che, per lo più, è la festa delle baldracche.
Ma ho raggiunto la pace dei sensi: non me ne frega proprio un cazzo.


Thanks to Marco per la foto

venerdì 4 marzo 2016

In miglioramento

Ultimamente io e Marco abbiamo notato un miglioramento con le bimbe.
Sembrano cresciute, provano a giocare insieme, fanno giochi costruttivi, si aiutano e, nei momenti buoni, riescono a far da sole anche per mezzora buona (non mi allargherei troppo).
Poi ci sono momenti tragici in cui ogni cosa sembra fatta apposta per litigare, anche avendo due cose identiche a disposizione non aiuta, ognuna vuole quello che ha in mano l'altra.
Questi momenti tragici si stanno diradando e, sebbene non possa ancora tirare un sospiro di sollievo, posso comunque allentare la tensione ogni tanto.
Sabato siamo stati a mangiare con amici, le abbiamo fatte dormire fino le 19, poi armati di "quaderno degli adesivi" e quello ha retto tantissimo, poi porelle verso le 23 hanno dato segno di non poterne più, le ho cambiate, ho messo loro il pigiama e dopo il dolce siamo letteralmente scappati.
Ovviamente in macchina sono crollate e a casa non si sono svegliate.
In ogni caso alle 8, il giorno seguente, erano già in piedi: non c'è niente da fare!
Al centro mi hanno detto che la differenza rispetto le prime volte che andavamo si vede, anche se poi ogni giorno può essere una smentita, come l'ultima volta che c'era l'incontro con la biologa al quale avrei voluto partecipare, ma ci sono riuscita pochissimo perché loro volevano fare gli affari loro ma io dovevo stare lì accanto.
In quel poco che ho potuto capire dall'incontro e per il quale ho poi chiesto spiegazioni quando la biologa se ne stava andando, sto sbagliando tutto.
La teoria è sempre la stessa: carne due volte a settimana, possibilmente bianca e possibilmente di piccoli animali (per il principio del bioaccumulo); farina preferibilmente integrale che conserva tutto il pezzo del seme e non solo l'amido (ma di contro trattiene anche più pesticidi ecc..), latte dopo i due anni non di mucca ma vegetale e no alla soia perché resiste un sacco ai pesticidi e per fare la raccolta di solo soia ne buttano a quintali e, vuoi o non vuoi, il germe li assorbe e ciao ciao il biologico; usare i sostituti, ci ha fatto l'esempio di una bistecca che contiene i "mattoncini" che conterrebbe un piatto di pasta coi fagioli.
Sì al km 0 ma solo perché siamo in Romagna Marche, se fossimo in Lombardia assolutamente no.
No alle carni elaborate, né ai salumi.
Meno sale assumono meglio è. Ovviamente sono direttive valide anche per i grandi.
Sono consapevole che una miriade di comportamenti sono errati, il problema è che se uno sta a guardare tutte queste cose si rende la vita un po' impossibile.
Ho sentito una mamma che lamentava il fatto che con il menù che danno alla materna di suo figlio, lei è "costretta" a far mangiare vegano suo figlio tutte le sere altrimenti c'è uno squilibrio.
Non so, io sono dell'idea che toccherebbe fare a metà anche perché se no non si vive più, io arranco già ora che me ne frego di tutte queste regole, quindi figuriamoci se dovessi mettermi giù a pensare agli squilibri alimentari....
Ammiro chi ci riesce tenendo conto che c'è una variabile non da poco: i bimbi non è che sono poi così propensi a mangiare le cose "perché fanno bene"!


martedì 1 marzo 2016

sma watch -q review

Catturata dalla lettura di questa recensione qui, mi sono fiondata a comprare questo smartwatch dal carattere vintage.
Mi sono sempre detta che se avessero trovato il modo di fare un orologio intelligente con una durata della batteria meno ridicola, lo avrei subito comprato.
Ecco perché ho la mi band, ma non è un vero e proprio smartwatch in quanto, tutte le notifiche e le info, le vedi soltanto se le leggi nella app apposita che è installata sul cellulare.
Ed ecco la risposta a tutto.
Questo piccolo orologio ha una batteria che dura 30 giorni ma non solo, display always on!
L'unica cosa che non fa è gestire vocalmente le chiamate, ma poco male, è l'unica cosa cui posso fare a meno, anche se in effetti a casa o allo spazio giochi, momenti in cui il cellulare è sparso chissà dove per casa, è comodo poter rispondere dall'orologio anziché andare a ravanare in ogni dove mentre, magari, sei immersa in uno dei rari momenti d'ammmore con le tue bimbe.
Sto tergiversando.
Dunque, veniamo a noi.
Giudizio complessivo: ko!
Non fa nulla di più (tranne il sensore cardio) e qualcosa di meno rispetto al miband.
Ho tenuto d'occhio il contapassi e, a fine giornata, mentre il miband segnava 6800 passi, lo sma ne segnava 10600, come svista è bella grossa, soprattutto se contiamo che il braccio su cui stavano i due dispositivi è lo stesso (il sinistro e io sono destrorsa).
L'usabilità è stata un'altra pecca, a mio avviso, ogni volta che piegavo il polso inciampavo nell'accensione/spegnimento.
Ho provato a verificare anche il rilevamento del sonno, mentre il miband è molto risicato e, secondo lui, dormo poco profondo, per lo sma sono un sasso. Peccato che però la rilevazione del sonno, in quest'ultimo dispositivo, ha funzionato un sol giorno, quindi chiamarla funzione automatica mi pare alquanto ottimista, direi più funzione aleatoria.
Ero disposta a chiudere un occhio se solo il lavoro di sport tracker lo avesse eseguito egregiamente e così, sabato mattina, ho indossato le scarpe nuove nuove da running e sono partita per la mia oretta settimanale.
Avvio anche l'applicazione Endomondo. Intorno ai 3 km guardo endomondo che mi dice 17 minuti, guardo lo sma-q mi dice 13 minuti: quattro minuti di differenza. Ho letto che è normale, semplicemente perché deve prima trovare il battito e poi parte con la conta... 4 minuti per trovarmi il battito? Ero morta e non lo sapevo..
Ma la cosa più bizzarra deve ancora arrivare, a metà del percorso di ritorno lo guardo e  mi dice che ho terminato l'allenamento e mi chiede se salvare. Salvo. Poi faccio ripartire una nuova sessione di running.
Arrivo a casa, stoppo endomondo. Guardo lo sma: spento!
Da lì non si è mai più riacceso.

Update:
contatto gearbest e dico loro che dopo due giorni l'orologio è morto. Mi dicono che le possibilità sono due: me ne inviano uno nuovo senza che gli ritorni il mio, oppure mi accreditano dei point in base al valore dell'oggetto. Scelgo la prima opzione.
Guardo la mail questa mattina e si scusano tanto ma le opzioni presentate erano errate, avevano fatto uno sbaglio loro, le nuove opzioni sono:
me ne inviano uno nuovo ma devo prima rispedirgli il mio
mi rimborsano un terzo della spesa totale
mi restituiscono buoni per meno della metà della spesa totale
Ciaone, ho risposto loro che è inammissibile e che sono disposta a mostrare loro un video della morte certa dell'orologio e che rivoglio o il rimborso, oppure se glielo devo rispedire, le spese di spedizione devono essere a carico loro.
Non dovesse funzionare questa ipotesi, apro controversia su Paypal.

Ah.. N.B. prima di farsi acchiappare da qualche recensione ben scritta, occorre capire se la persona che sta scrivendo, lo fa per hobby (come ho fatto io ora) e per un oggetto che ha realmente acquistato, oppure se lo fa perché è un markettaro e questo significa che l'oggetto che sta recensendo è chiaramente regalato (o sottopagato) ed è inevitabile che la descrizione sia affetta da un buonismo inspiegabile...