giovedì 24 marzo 2016

Take it easy (repeat N-times)

E niente alla fine siamo stati sulla neve e abbiamo intrapreso l'avventura del rifugio con bagno in comune e senza tv, scoprendo poi di essere scoperti anche per quel che riguardava la linea mobile e la linea dati (la wifi c'è ma avevano avuto un problema da poco e non andava).
In compenso abbiamo trovato un calore, una cordialità e simpatia mai ricevuti prima da una struttura ricettiva.
Siamo stati sul Catria al rifugio Cupa della Cotaline.
I gestori sono persone fantastiche, ci hanno letteralmente corteggiati, ci hanno fatto sentire in famiglia e ci hanno viziato col cibo e con le attenzioni.
La stanza era molto comoda, un po' troppo calda, ma tutta in legno, al piano di sotto c'era un camino stupendo e la sera, quando eravamo soli con gli "abitanti" del rifugio mi è sembrato di essere altrove: nessun cellulare, nessuna tv, solo chiacchiere, risate e giochi.
Abbiamo mangiato divinamente e finalmente le pupe hanno visto la neve per la prima volta.
Non è andata affatto male anche se sono stati due giorni impegnativi, tralasciando che Ilaria ha avuto paura un po' di tutto.



Probabilmente non sarei in grado di reggere per più di due tre giorni con quel tipo di "solitudine", io, in fondo, sono social-addicted, ma sicuramente lo rifarei e ci siamo già decisi di provare a tornar su anche d'estate. Un po' impegnativa la cestovia e i suoi 20 minuti a strapiombo, ma si fa...

Per il resto.. ci sono persone che difficilmente si dimenticano, semplicemente perché ognuno ci lascia un ricordo, ci strappa un sorriso, ma ce ne sono altre che.. keep kalm, take it easy!


7 pensierini:

Anonimo ha detto...

Questo blog mette addosso un gelo nell'anima. Nervosismo, insoddisfazione e insofferenza verso tutti.
Sono madre anch'io e so che in certi momenti si vorrebbe scappare lontano da tutto e da tutti, ma qui è un sentimento di fondo continuo.
Ognuno ha il suo carattere e le sue esperienze, ma qui leggo una mancanza d'amore spaventosa.
No fateli i figli se si deve passare e far passare una vita così nervosa e cattiva, sono cicatrici indelebili che restano e possono creare mostri.

V.

spiritodeimonti ha detto...

Il commento qui sopra mi sembra troppo severo dai!
I blog servono anche per sfogare il nervosismo, quindi capita spesso che appaiano troppo negativi.

Nia ha detto...

Io il commento sopra non lo capisco. Forse non so leggere tra le righe. Mah!!
A me invece quel tipo di solitudine piace molto, è questione di carattere. Il mil grande ha avuto paura della neve fino a quest'anno. 3 anni e mezzo. Eppure viviamo in montagna :)

Sara Scavolini ha detto...

spiritodeimonti: esatto, se noti non ho una cadenza fissa per scrivere, scrivo in un momento particolarmente malinconico o in un momento di agitazione interiore o in uno di follia estrema. Non è una testata giornalistica o un diario quindi non è che riporto ogni cosa della mia vita.
Nia: non lo capisco nemmeno io anche se chi è che non ha degli "haters"? La solitudine che ho provato nel rifugio è stata "calda" non so se mi capisci, mi è piaciuta tantissimo, ma non so se riuscirei ad essere così isolata per più tempo.

Sara Scavolini ha detto...

Cara V. non è il primo commento che mi scrivi, l'italiano e il modo di scrivere è lo stesso di qualche commento fa (sempre in tono molto aggressivo e piuttosto cattivo).
Come ti dissi al tempo, se proprio ti urta quel che scrivo, non è necessario che tu lo legga.
Sono insoddisfatta della mia vita? Sì per certi aspetti lo sono e non mi faccio nessun problema, come vedi, a scriverlo ed esternarlo.
Come ti ho ripetuto l'altra volta non li ho "fatti" i figli, sono arrivati, non è una scusante, certo! In fondo potevo sempre abortire, invece ho voluto mettermi alla prova e purtroppo non è andata come nella famiglia del mulino bianco dove ci si siede tutti intorno ad una tavola e si ha una paresi facciale da quanto si sorride. Ho (ma potrei dire abbiamo parlando anche di mio moroso) incontrato delle difficoltà che non avevamo messo in conto, come ad esempio il doverci conoscere, visto che alle spalle avevamo soltanto tre mesi di frequentazione, oppure il fatto che ne sono arrivate due d'un botto anziché una, o anche il semplice fatto di aver dovuto traslocare in un ambiente che non sentivo mio con tutto ciò che ne consegue: lontano dal mio fulcro (mio babbo e mia mamma), lontano dagli amici, lontano dal lavoro; cambiare stile di vita, reinventarmi tutto quanto a partire dal fatto di essere mamma.
Detto questo, non so come fai a parlare di mancanza d'amore, non ci sei tu a vivere con noi, anche se ti dò ragione, gli sfoghi che ho sul blog avvengono principalmente in momenti di down e quindi sembra che tutto vada sempre e per forza male.
Ribadito questo, ti ripeto, non è necessario che tu legga tutto ciò.

Anonimo ha detto...

Cattiva io? Diciamo che ho un forte senso della realtà e delle proporzioni.
Non sto sottovalutando le difficoltà che dici, ma se devo mettere sulla bilancia le paturnie tue e del moroso e il benessere delle bimbe, pende decisamente a favore di queste ultime.
Che se per voi che avete 30 anni e un potere decisionale è difficile, figurati per due bambine piccole e indifese anche da un punto di vista psicologico: cosa ne sanno loro della situazione in cui sono nate?
Non si tratta di fare la famiglia del Mulino Bianco (che non esiste al mondo), ma di capire che certi carichi dobbiamo portarceli noi e non scaricarli sui figli che non hanno chiesto di venire al mondo.
E' difficile, ma ve la siete voluta voi, non le bimbe.

Comunque pace, lascio campo libero e non commenterò più.

V.

Sara Scavolini ha detto...

Non riesco a focalizzare quando parli di potere decisionale, a quale fatto descritto ti riferisci? Guarda io sono super tranquilla, scrivo proprio per imparare, frequento centri per le famiglie per capire, superare le difficoltà, confrontarmi e chiedere aiuto, l'impegno ce lo metto, magari non sembra ma è così.

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