martedì 19 aprile 2016

Blocco

E niente è un po' che non scrivo, il lavoro è frenetico, le giornate sono talmente belle che perdere tempo per scrivere non è il massimo e quindi, a parte una recensione volante su Alfred, è un po' che latito.
Le bimbe sono sempre più chiacchierone, stanno crescendo ma al contempo Ilaria sta dando un sacco di problemi, ha sempre il culo girato, io mi scoccio subito e non ho ancora capito come prenderla, Marco dice che ha un suo modo che più o meno funziona, ma in realtà la mattina e il ritorno dall'asilo sono due costanti demoniache.
Sto esagerando? No, non credo.
Il mattino è tragico, il modo più indolore è tirarla su dal lettino che ancora dorme, appoggiarla nel divano e svegliarla con i cartoni animati (e questa è la parte più semplice), poi viene l'incubo latte: "non lo voglio" "si lo voglio" "il tappo lo metto io" "no" "si" "la mamma" "il papà" è un contraddittorio continuo: vuole una cosa, gliela concedi non la vuol più, gliela allontani, la rivuole; stessa cosa coi rapporti personali: vai per abbracciarla ti caccia in malo modo con la mano dicendo "vai via puzzi", ti ritiri lei si allunga, ti riavvicini urla indemoniata.
Molte volte la soluzione è preparare il latte e lasciarglielo lì e andare a fare altro, non calcolarla, ma mi pare così brutto che, ogni santa mattina, proviamo una qualche interazione.
L'altra parte brutta della giornata è andarla a prendere all'asilo.
Mentre l'entrata è burrascosa ma poi si lasciano convincere che all'asilo si gioca e si sta bene, venirle a prendere è un'impresa a dir poco epica.
Si svolge più o meno così: arrivo, saluto, mi affaccio nella stanza e vedo Ilaria e Sofia stile velociraptor che si lanciano sotto i tavoli o sotto lo scivolo per non farsi trovare, allora io fingo un po di giocare a nascondino (non posso entrare in stanza è una delle regole, se non dietro permesso delle maestre) e dico "dove sono l'Ila e la Sofi? Non le vedo!" e le maestre stanno al gioco, dopo di un po' dico "Uh vedo dei piedi, ne vedo 4: tana Ila, tana Sofi!" (stile Mascia e l'orso).
Loro non si muovono, dopo dieci minuti di pantomime me ne sto zitta zitta e aspetto. Nei casi più disperati, tipo ieri, mi fanno entrare senza scarpe per provare a prenderle.
Se, con Sofia, più o meno si ragiona, Ilaria sono sempre costretta a prenderla in braccio anche se prova a scansarmi in tutti i modi e, puntualmente, inizia ad irrigidirsi, divincolarsi, a piangere e a urlare come se la stessi squarciando viva.
Risultato? Mi sfugge, la appoggio, si sdraia, fa i capricci, batte piedi e mani per terra.
Le forzo le scarpe, se le toglie, mi incazzo come un ciuccio, prendo la Sofia e faccio per andarmene, la Sofi, invece di partecipare, piange perché "anche l'Ila", risultato?
Pazienza del giorno finita, umore sotto le scarpe, le maestre che mi guardano con disprezzo e l'Ilaria che ci gode a fare queste scenate del cazzo, se non altro, finalmente, è al centro dell'attenzione.
Le maestre non muovono una paglia, non partecipano, forse devono fare così, ma credo che aiutarmi un attimo in questi momenti sarebbe opportuno.
Tralasciamo il momento cena di cui ho già parlato...
Sono veramente avvilita, mi vergogno come un cane quando vado all'asilo, quando sono totalmente impotente che qualsiasi cosa faccio non sortisce nessun effetto se non il contrario, non riesco a comunicare con lei se non a casa, quando la forzo a prendersi il mio abbraccio, allora si lascia andare e rimane con la testa adagiata anche per ore e, se smetto di accarezzarle la testa, mi prende la mano e me la riposiziona a dovere.
E' che se avessi tempo, probabilmente non mi scoccerebbe più di tanto, infatti il sabato e la domenica va molto molto meglio, ma durante la settimana il tempo stringe e già ci svegliamo alle 6.30!.

Ah per sdrammatizzare.. ho provato a fare un piano di allenamento, ho inserito tremila dati per avere un piano accurato al mio essere.. insomma, ci ha azzeccato in pieno, parla di divano!!




5 pensierini:

GiorgiaLand ha detto...

Passerà, vedrai che passerà. E' una fase del cavolo!
C'è stato un periodo in cui i miei, che non sono gemelli ma quasi (16 mesi di differenza) arrivati a casa urlavano per un'ora, per la qualunque, volevano mangiare e io dovevo cucinare ma non mi lasciavano fare nulla... E io da sola. A sclerare. Erano piccoli e mangiavano cose diverse quindi ancora peggio. Io distrutta dalla mancanza di sonno e da giornate lavorative da panico.
Ora va decisamente meglio. Solo Lele al mattino finché non mangia piange per qualsiasi cosa. Ormai lo so e non sclero più. Lo lascio piangere mentre lo vesto, lo lavo, lo pettino....E' così. Appena mette il latte in bocca si spegne e sorride....mortacci sua.... però giuro che ci sono mattine in cui vorrei svegliarmi in Alaska in costume....pure con la neve...per dire.
Ma passa. Davvero. Tieni duro! E non è colpa tua, hanno qyesta fase che pare debbano mettere alla prova la tua pazienza per forza... Io all'asilo quando scappavano mi scocciavo e dicevo...beh io vado...e uscivo. Una volta li ho fatti piangere 5 minuti prima di rientrare e si sono cagati ben sotto. Per un po' non hanno più ftto pantomime per uscire... e che cavolo!

manu ha detto...

Tesoro...Io quando non riesco a far fare qualcosa a Matteo vedi lavarsi i denti e le mani chiedo alle Tate...loro sono molto collaborative, e suggeriscono anche strategie.
Probabilmente è una fase e lo deve fare o forse Ilaria è piu' cazzuta sa che "avete fretta" e perde tempo per attirare l'attenzione (psicologia molto spicciola lo so)
La sera l'ora di preparare la cena per me è sempre il momento peggiore vuole me solo me e frigna! E io avrei da rimettere un po' a posto pure casa...Passerà!

Nia ha detto...

Sono abbastanza d'accordo con Giorgia, però se le educatrici non collaborano non è facile. Io sono stata fortunata e capricci con il grande ne ho dovuti superare pochi. La piccola invece inizia già, io la mollo li che si arrangi, prima o poi smette. Io per la mattina di direi di lasciarla li, anche se ti "fa brutto" forse è quello di cui ha bisogno, tranquillizzala e dille che se ha bisogno ti chiami, e che tu la lasci tranquilla a svegliarsi. Anche tra noi adulti c'è chi ha bisogno di alzarsi in pace senza parlare.
Sul fatto dell'incoerenza io ho sempre fatto così, chiedo e la prima risposta vale, che io non son li a farmi prendere in giro.
Lo so che non è facile, ma bisogna provare, e soprattutto bisogna provare per un minimo di tempo la stessa strategia e non variare tutti i giorni, perché anche loro hanno bisogno di certezze

Sara Scavolini ha detto...

GiorgiaLand: me lo auguro che sia una fase, ma è più lunghetta delle altre e mi sta sfinendo. All'asilo ho provato a prendere e andarmene ma le maestre mi guardano come se facessi loro il torto più grosso del mondo.
Manu: Tate? le maestre? il ragionamento non fa una piega, lei cerca attenzioni ma è controproducente, perché quando gliele diamo fa di tutto per farci allontanare e non so come farglielo capire.
Nia: le educatrici non so che obblighi hanno, alle volte penso che non aiutano per non interferire sul metodo educativo, ma credo anche che se sono 20 minuti che sono lì ed io non posso entrare in stanza e loro non escono, forse è il caso che le accompagnino loro (sicuramente evitano un decurtazione alla mia pazienza). La mattina, in effetti, se la lasciamo lì e non le ronziamo intorno, la maggior parte delle volte prende su il suo latte e lo beve. Per il resto avrei bisogno che anche mio moroso mi appoggiasse, invece alla fine lui si fa intenerire e cede ai ricatti.
La strategia unica è la scelta migliore, ma sembra che a casa nostra sia così complicato applicarla!!!

GiorgiaLand ha detto...

Si ti capisco...io arrivavo stremata! Passerà tieni duro.
Secondo me o chiedi alle maestre espressamente di recuperare le pupe anche se urlano oppure te ne freghi e attua la tattica "vi mollo qui".
Se le maestre non sono anche mamme difficilmente capiranno cosa vuol dire ogni giorno fare sta pantomima!!!
Vai serena non ti manderanno gli assistenti sociali per questo e tu devi sopravvivere!
Mai cedere ai ricatti perchè le piccole belvette alzano sempre l'asticella :-) a volte è dura e si cede, va bene, ma devono capire chi comanda (non loro ovviamente).
Alla fine non è che le torturi o le lasci bagnate nella neve...insomma...se piangono per un capriccio palese non moriranno!!! :-)
Firmato
mamma Sparta!

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