venerdì 29 luglio 2016

Adesso posso dirvelo

Eh niente oggi posso dirvelo.
Ieri era il compleanno di mio moroso.
Dopo il regalo per l'anniversario mi aveva espressamente chiesto di non regalargli nulla a meno che non avesse trovato le scarpe da ginnastica che gli piacevano.
Allora ho iniziato ad organizzare, tramite facebook, un apericena a sorpresa a casa nostra.
Intanto vi racconto i retroscena non sempre piacevoli:
io al cellulare che mando inviti, dò disposizioni, rispondo alle domande, chiedo favori. Ho chiesto di comprare la torta come regalo ma non tutti gli invitati si conoscevano così, alle volte, facevo da tramite.
Non sapete le infamate che mi sono presa perché "sto sempre al cellulare".
Poi ovviamente questa settimana è stata super concitata perché dovevo iniziare a comprare gli ingredienti per la cena senza farmi accorgere, quindi già da lunedì mi sono messa in moto.
Arrivata al martedì con un po' di robe in dispensa, lui ha la bella idea di ficcarci il naso e inizia a dire che abbiamo mille di ogni cosa e che dovevamo smaltirla, tanto per farvi capire: il giorno seguente si è messo a mangiare il pane per tramezzini che avrei dovuto usare per fare il rotolo.
Da lì ho capito che l'impresa sarebbe stata ancor più complicata.
Ho iniziato a fare degli schemi:


Con gli invitati e un abbozzo di quel che avrei voluto preparare (infinite grazie a: GialloZafferano e Misya).
Dopo le cagate di cazzo sulla roba in dispensa, ho centellinato le robe da comprare e siccome ho deciso di cucinare mercoledì e giovedì, ho cercato di comprare cose per poi usarle immediatamente.
Questo significa che tutte le mie pause che solitamente passavo in relax a casa a guardare la tv (30 minuti), le passavo a fare corri e fuggi nel supermercato.
Alla fine lo schema decisivo è stato questo:

Martedì ho fatto la spesa per il mercoledì e mercoledì, prima che arrivassero i miei rinforzi (zia e mamma), sono riuscita a fare la pasta frolla per le crostate e ho buttato su per fare l'insalata di riso.
Insomma per farla breve, in due ore e mezzo ho preparato:
  • Crostata alla marmellata e granella di mandorle
  • Crostata "chiusa" alla Nutella e granella di mandorle (chiusa nel senso che per non fare seccare la cioccolata, l'ho ricoperta con dell'altra pasta frolla
  • Insalata fredda di riso e farro
  • Girelle di tramezzino (4 tonno, maio, carciofini, 4 stracchino e rucola, 4 maio, funghi e cotto, 4 maio e salame milano)
  • Due rotoli alla Nutella
Ah ovviamente, mia mamma e mia zia si alternavano tra le bimbe e l'aiuto in cucina.
I dolci li ho nascosti in fondo al forno che è in taverna. Il forno, come la lavastoviglie, lavatrice e asciugatrice, è uno degli elettrodomestici tabù per mio moroso: sa vagamente che si trova lì, ma è ignaro dell'uso.
La roba da mettere in frigo, come l'insalata di riso da 1 kg e altre cose, le ho messe nel frigo di mia cognata: poretta.. le ho riempito tutti gli scomparti, visto che ci ho aggiunto pure delle cose che mi sarebbero servite per il giovedì.
Con l'avanzo della pasta frolla ho fatto dei biscottini buonissimi, lampati dalle bimbe, tanto che poi non hanno cenato e io sono crollata. Alle 21.15 dormivo sul divano e mio moroso ha mangiato da solo. Mi sono risvegliata intorno a mezzanotte e, sul divano, c'ero soltanto io e una bimba: che papà ingrato.. almeno io le porto su entrambe!
Giovedì ulteriore sessione di cucina. La torta l'ho demandata ai suoi amici.
I rinforzi consistevano in mio padre e mia madre. Quest'ultima si è occupata per lo più delle bimbe e di sedare gli attriti tra me e mio padre; mentre lui l'ho messo a fare bassa manovalanza ma è stata dura lo stesso.
  • Ha iniziato a tagliare i due meloni che sembrava stesse squarciando un cristiano, c'erano schizzi ovunque, poi ha tagliato il prosciutto e ha disposto sui vassoi; 
  • successivamente è passato a mettere la tovaglia di carta sui tavoli da esterno disponibili; 
  • a tagliare il cocomero; 
  • a riempire i bignè, 
  • a tagliare i tramezzini di ieri a girelle; 
  • preparare cracker con burro e salmone e burro e sardine e ad installare i festoni degli auguri (un grazie particolare a Eva, una delle invitate, che si è aggiunta a noi dalle 18 per dare una mano).
Tornata dal lavoro sono andata a ritirare la pizza prenotata e le ultime cose dimenticate precedentemente. 
Poi mi sono messa all'opera: 
  • ho fatto la mousse di prosciutto cotto e il patè di olive con il bimby; 
  • ho condito mozzarelle e pomodori per fare la caprese in stecco, 
  • ho fatto il rotolo di frittata al pesto con stracchino e salame, 
  • ho preparato la crema e montato la panna per il ripieno dei bigné, 
  • ho fatto la glassa al cioccolato, 
  • mi sono messa a fare i torciglioni di pasta sfoglia al pesto 
  • e gli stuzzichini di pasta sfoglia e wurstel.

Non ho fatto un cazzo di foto: fanculo!


Eravamo circa una ventina.. ah una piccola chicca. Le bevande le avevo messe nel frigo di sotto ma non potevo accenderlo perché mio moroso, nella pausa pranzo, si butta nel letto di sotto e il frigo si sarebbe sentito, così ho potuto accenderlo solo al ritorno dal lavoro di giovedì.

Alla fine della giornata ero sfatta e pensare che le bimbe, in qualche modo, me le hanno sempre trastullate altri, non paga di tutto questo, mio moroso mi ha ricordato che l'indomani (cioè oggi) saremo dovuti partire per il Furlo e così ho preparato une semi valigia.
Risultato: questa notte ho dormito 4 ore e 50 e col cazzo che recupererò nel week end, perché quando siamo fuori tocca fare tutto senza dormire, il più possibile, con un'ansia che levate!
Vi farò sapere... alloggeremo ad Urbania.. 

mercoledì 27 luglio 2016

Forse bisogna trovarcisi.. ma anche no

Anche ieri ho letto la notizia di una bimba di 18 mesi ricoverata al Meyer di Firenze perché rimasta chiusa in macchina per lungo tempo con una gran disidratazione e in prognosi riservata.
Ne parlavo a cena con mio moroso ieri, lui ha premesso che forse in certe situazioni bisogna trovarcisi per poter giudicare, ma che secondo lui è una cosa fuori dal mondo.
Che è fuori dal mondo è certo, ma sarei curiosa di capire le dinamiche, cioè bò, per carità hai tremila problemi, hai settecento cinquantamila pensieri, ci sta tutto, ma dimenticare TUO figlio in macchina e per tante ore, non lo so, mi pare assurdo.
Eppure è così: io non credo che a chi è successo, l'ha fatto di proposito, non posso pensarci, ma come ti fa la testa?
Io ogni volta che esco dalla macchina ho la coda dell'occhio che, anche non volendo, vede il seggiolino e finisce sempre che un occhio lo butto, poi vabbé adesso sono grandi e non smettono mai di parlare, ma anche da piccole, seppur dormissero sempre, il pensiero principale era per loro.
Ma va bene, supponiamo che non te lo ricordi e lo lasci in macchina.
Sali in casa e... la casa è vuota, non ti manca qualcosa? Non ti manca qualcosa che crea "disturbo"? (chiamiamolo cattivamente così), non ti senti come se avessi dimenticato qualcosa ma chissà cosa, tipo la borsa della spesa? Non ti poni la domanda "ehi, ma non devo cambiare pannolini oggi?", i giochi sparsi per casa non li noti affatto?
Non lo so, forse ha ragione mio moroso, per giudicare bisognerebbe trovarcisi, ma anche no!
Devo essere sincera, mi capitò di portare la mia cagnolina in macchina a fare un giro al mare, poi al ritorno è salita dietro e me ne sono dimenticata.
Sono salita in casa e mi è bastato il colpo d'occhio, subito mi sono resa conto di averla lasciata giù nel parcheggio, ma se non ci fosse stato il colpo d'occhio, avrei visto la cuccia, i suoi giochi, la sua ciotola dell'acqua. Cazzo come si fa?
Sono tornata a prenderla e lei se la dormiva comodamente nel sedile dietro, l'ho riempita di baci e sono tornata su.
Non so, a me queste cose mi fanno venire l'ansia a pensare quanto abbia patito quell'angioletto lì dentro..

martedì 26 luglio 2016

Week end di cene e risate

Il fine settimana passato è stato ricco di eventi, tutti a favore delle bimbe.
Siamo partiti in bomba da venerdì, giorno in cui abbiamo preso la bici dopo cena, abbiamo raggiunto la stazione del "trenino" a Gabicce e siamo andati a Gradara con quello.
C'era l'assedio al castello.
Abbiamo fatto un giro per il borgo e poi ci siamo rilassati in un bar con tanto di giochini a bere una birra mentre, davanti a noi, sono passati i figuranti e i mangia fuoco!
Siamo tornati a Gabicce col trenino ma, sul più bello, ci siamo addormentate.
Il ritorno in bici è stato un po' rinco, ma poi la notte è andata liscia come l'olio.

Sabato invece festa in piscina! Anche se il tempo era brutto e schifoso, ci ha permesso di andare e fare il bagno, l'acqua era a temperatura giusta e abbiamo sguazzato un pochino.
C'era anche Lorenzo, un altro bimbo e Sofia ha subito legato con lui.


Ovviamente di capricci un po' ne abbiamo fatti, perché volevamo i nonni tutti per noi mentre invece c'era anche il cuginetto Samuel, però, nonostante tutto, abbiamo smangiucchiato: pane a profusione e cozze e vongole come se piovessero.
Infine abbiamo visto i fuochi di chiusura dell'assedio al castello.
E' stata una serata piacevole anche se poi per il ritorno abbiamo dovuto scomodare chi aveva la macchina per farcele portare giù.

Domenica abbiamo dormito poco e niente, ha piovuto tutto il tempo e siamo andati a fare la spesa e colazione al Diamante, abbiamo tirato a cazzeggiare così e poi dopo la nanna ci siamo concessi un giro a Riccione.
La sera ci aspettava la cena della via, così ci siamo vestite di tutto punto e siamo andate.


Ilaria a sinistra, Sofia a destra.
Anche qui cozze e vongole a profusione e poi ravioli al granchio, dopo hanno iniziato ad essere un po' insofferenti e così abbiamo mangiato di fretta, abbiamo pagato e ce ne siamo andati: non siamo riusciti ad arrivare nemmeno al dolce.
Non paghi della cena movimentata, durante "le danze", Sofia ha fatto la cacca due volte, <<poco male>> visto che lei ha rimesso il pannolino e non ne vuole sapere più niente di dirmi quando le scappa qualcosa. Invece Ilaria ha iniziato a piagnucolare che voleva il pannolino per fare la cacca, ho forzato la mano, le ho detto che andiamo a farla, ma si rifiuta categoricamente fino a che non l'ho presa e siamo andate a provare di fare la pipì, tiro giù le mutande e... ciaf!
Tutte le mutandine con la cacca.
L'ho pulita alla bene meglio, le ho detto che è stata bravissima lo stesso e le ho rimesso le mutande.

Non so veramente come farle passare la paura di fare la cacca sul vasino o sul water, la pipì la fa più o meno tranquillamente. Inoltre la mattina, quando le tolgo il pannolino è un patema perché lo vuole e piange e calcia e urla e graffia, provo a contenerla come mi hanno spiegato all'asilo, la abbraccio ma non serve a niente, provo a calmarla ma mi becco dei gran urli e calcioni e graffi e poi, puntualmente perdo la pazienza, e urlo come una psicopatica.
Allora poi le mutande le mette e le tiene, ma tanto so già che finirà come sua sorella, mi sfinirà a tal punto che le rimetterò il pannolino e arrivederci e grazie.

venerdì 22 luglio 2016

Ricetta e picnic

A grande richiesta... oddio grande.. diciamo a richiesta delle mie affezionate blogger, vi propongo la ricetta con cui ho fatto il pan briosche alla Nutella del post di ieri.

Ingredienti:
250 g. di latte
1 cubetto di lievito
1 cucchiaino di zucchero
1 uovo
550 g. di farina
50 g. di olio
10 g. di sale
Nutella come se piovesse

Preparazione:
mettere il latte nel boccale 37° 30 sec. velocità 1.
Aggiungere il lievito, lo zucchero, l'uovo, la farina, l'olio e il sale. 3 minuti, impostazione boccale chiuso, velocità spiga.
Tirare fuori e far lievitare un'ora.
Dividere l'impasto in tre palline, stenderle e creare tre rettangoli, farcirli abbondantemente con nutella, richiuderli arrotolandoli dal lato lungo formando un cilindro.
In questo modo avremo tre cilindri che intrecceremo fino a formare la treccia.



Lasciare lievitare un'altra mezz'ora.
Cuocere mezz'ora a 200°.

Mi ero dimenticata di dire che qualche giorno fa abbiamo fatto un picnic al parco e, mentre la mamma era ad ordinare la pizza, il papà ne ha approfittato per spupazzare le pupe:


Ieri invece siamo stati tutti e quattro a trovare la zia Fedi e il nuovo nipotino Nicolas, l'hanno invasa di domande, in continuazione, mezz'ora di mille e mille domande sui piedini, le manine, i bacini, il fatto di bere il latte.
Poi abbiamo fatto una passeggiata col nuovo nipotino e, infine, siamo andati a casa visto che le ostetriche avevano lo sguardo minaccioso.
Mi ha fatto un piacere enorme rivedere Ilaria, l'ostetrica che ha aiutato a nascere le mie pupette, di me non si ricordava, ma appena le ho detto chi eravamo, si è quasi commossa ed è venuta a chiacchierare con le bimbe.
Che emozione, ormai piangevo io... 

giovedì 21 luglio 2016

Zia #2

Ieri si sono accumulate una serie di cose.
Mia cognata aveva lo scollamento al mattino e io il dentista il pomeriggio.
Le ho detto di tenere duro, di non farmi lo scherzo proprio mentre ero sotto il trapano.
Mia zia, invece, era con le bimbe.
Mi sono sfogata con lei, porella, oltre a tenermi le bimbe che in questi giorni sono ingestibili, si deve beccare anche le mie uscite.
Le ho raccontato del fatto che mio padre mi ha rinfacciato che non li ho né accompagnati, né andati a prendere dalla montagna, aggiungendo che loro per me si sbattono in ogni modo.
Mia zia, che più di tanto non può dire, c'è rimasta piuttosto male e mi ha detto che conosce nonni che fanno molto di più di quello che fanno i miei, mentre al contrario, non conosce nessuno che ne fa meno o uguale.
In fondo sono figlia unica, i miei sono in pensione da una vita ('96 mio padre, 2000 mia madre), per carità ognuno ha la sua vita e pretendere non è mai cosa buona e giusta, però..
Tanto per capirci, i miei abitano a 1 km e mezzo da dove c'è il punto di incontro per la montagna, l'orario dell'incontro era le 6.15 di mattina. A parte che mi avevano raccontato che sarebbero andati in taxi, mio padre mi rinfaccia il fatto che io non mi sia svegliata alle 5, lasciato le bimbe dormire, preso la macchina, fatto 20 km per prendere i miei, caricarli su, fare 1km e mezzo, lasciarli, salutarli, rifare 20 km per tornare a casa, preparare le bimbe, portarle all'asilo e rifare 20 km per tornare al lavoro.
In più mi rinfaccia che io non sia venuta a prenderli la sera alle 20.30 sempre per percorrere quel km e mezzo (da precisare che in montagna non hanno fatto altro che camminare.. altroché 1 km e mezzo), quando loro non mi han chiesto né fatto sapere nulla sul ritorno.
Aggiungendo che tutti gli altri partecipanti della gita avevano i figli ad aspettarli al ritorno.
Detto questo ha proferito che loro si fanno in quattro per me: il loro farsi in 4 consta nello stare due ore alla settimana con le nipoti, per lo più arrabbiandosi e fuggendo fuori col cane, mentre io faccio le mie commissioni. Senza contare il disagio che mi procureranno le prime due settimane di settembre ritornando nuovamente in montagna...
Uh che impegno mastodontico, proprio massacrante fare i nonni due ore a settimana!
A questo punto dirò loro di venire solo quando hanno piacere e non pensando di fare un favore a me, perché è vero che è ANCHE un favore, ma è anche vero che sono le loro uniche nipoti e dovrebbe essere un piacere.

Nel pomeriggio sul tardi, invece, scopro che è nato Nicolas, quindi sono zia per la seconda volta e, oggi, dopo il lavoro, andremo su tutti insieme a trovare questo nuovo nipotino!

In più mi sono cimentata in un pan briosche, avevo il lievito scaduto da tre giorni, di solito non mi lievita nulla, quindi ho deciso di sprecare il meno possibile.
Lo faccio, lo metto in forno a lievitare e... cazzo triplica!
Lo farcisco, faccio la treccia e...


Impressionante..
Ho messo le pupe a dormire, mio moroso fuori con gli amici a bere qualcosa e mi sono messa a cuocere il dolcetto con la nutella intorno alle 23.
Il risultato è stato questo:


Le pupe lo hanno apprezzato tanto questa mattina, sembrava un panino al latte molto buono, non pensavo.

Ah tra l'altro ieri ho fatto un esperimento per cena.. in pratica ho fatto l'impasto dei passatelli, steso a pizza e cotto in padella (tipo frittata), ne è uscita una frittella buonissima che le pupe hanno spazzolato in men che non si dica.
Ieri l'estro era con me!

martedì 19 luglio 2016

Nasi rossi

Il week end è andato piuttosto bene, diciamo che si è bilanciato abbastanza.
Sabato mattina abbiamo fatto colazione tutti insieme con papà, poi ci siamo imbizzarrite a casa con la mamma.
E' un momentaccio, nuovamente.. i litigi si sprecano, anche quando non c'è motivo.
Hanno iniziato a pizzicarsi per tutto, se ad esempio una guarda la tv e non gioca con l'altra, l'altra prende e la va a stuzzicare, ma non è che le chiede di giocare, va lì e le tira la maglia (nella migliore delle ipotesi), allora quella risentita va lì e giù di pizzichi e parte la lotta.
Dicevamo "quando entri nei tre anni.. vedrai che miglioramento!".
Adesso mi dicono "hai finito il periodo critico, adesso iniziano i litigi!"
Cioè fam capì, quindi non è finito un caz!
Ma del resto mi pare di capire che finché i figli non escono di casa (e poi e poi..) problemi ne daranno sempre "figli piccoli, problemi piccoli; figli grandi, problemi grandi!"
Ok mi metto l'anima in pace.
Il problema è mettere anche la rabbia in pace, perché quella sale inesorabile.
Il pranzo e la cena sono tornati ad essere critici, non tanto per Sofia, lei ha capito che è inutile lottare o fare la patacchina, se hai fame mangi e mangi composta, se non hai fame, mamma e papà insistono un po' e poi "ti rilasciano"; lei è pacifica, prende su e inizia a mangiare, fa un po' di storie, ma quando capisce che o mangi la minestra o salti dalla finestra, allora inizia a mangiare.
Ilaria no. Ilaria ti deve portare all'estremo, deve testare il tuo livello di resistenza, deve vederti fumare dalle orecchie e gli occhi iniettati di sangue, poi, forse, inizia a mangiare.. con le mani!
Mi fa uscire dai gangheri e fa uscire dai gangheri anche Marco, ci alterniamo, ma alle volte è impossibile resistere dal darle uno schiaffo.
Non si fa, lo sappiamo, la teoria montessoriana la conosciamo tutta.. quattro seghe ci fanno con sta montessori fra gruppi su facebook e similari!
Fortunatamente sabato siamo andati a cena coi nonni e poi le pupe han voluto andare a dormire da loro ed io sono riuscita a dormire fino le 9!!!
Cazzo che lusso!
Una volta per me, la domenica iniziava alle 12!
Tra l'altro sono stata svegliata dagli urli isterici di mio moroso che mi diceva di andare a far colazione coi miei suoceri e le bimbe: non ho manco lavato la faccia e siamo andati.
Il pomeriggio è passato tranquillo, fra nanna e giretti in bici e ci siamo ritrovati al circolo alla cena di beneficenza dei nasi rossi arrivati in bimbulanza!
Dopo una riluttanza iniziale, le bimbe hanno partecipato ad un siparietto dove il loro papà era il protagonista.



Si sono divertite da morire, hanno ballato coi clown, hanno ricevuto tanti palloncini e abbiamo cenato lì (ricavato devoluto in beneficenza).



Alle 23 eravamo tutti quanti svenuti a letto!.

venerdì 15 luglio 2016

Proviamo la svolta

Ormai non hai più tempo per disperarti di una cosa che ne succede subito un'altra.
Nizza.
Io proprio non riesco a spiegarmele queste cose, che gusto sadico, che lavaggio di testa siano in grado di fare per convincere le persone ad ammazzare altre persone per poi finire morto a sua volta.
Tra l'altro "persone a caso", persone che magari avevano appena superato una difficoltà ed erano felici di vivere, persone che aveva in sospeso qualcosa che di lì a poco avrebbero fatto per sentirsi bene, persone che probabilmente si amavano, bambini.
Io non concepisco.

Parlare delle mie sfighe mi rende quasi ridicola, ma quelle sono la premessa per raccontarvi del perché, riconoscendo di essere esaurita, ho deciso di fare il primo passo e recarmi da un dottore.
Quindi beccatevi questa premessa:
ho la patente da quasi 20 anni e, prima di avere le bimbe, non ho mai avuto un incidente, nemmeno uno striscio fatto per uscire da un parcheggio o cose simile.
Da quando ho le bimbe, ho la macchina scocciolata (l'ultimo incidente proprio ieri, retro su un lampione e il coso che contiene la luce mi è caduto sulla macchina bucandomi il tetto), ogni sei mesi ho un incidente (mai con loro), sono costantemente di fretta, costantemente in ansia, costantemente nervosa.
Non l'ho mai nascosto di essere esaurita, l'ho sempre urlato ai quattro venti, qui sul blog, con mio moroso, coi miei genitori, con mia cognata e con chiunque mi chieda "come stai?", rispondo sempre "esaurita, non riesco a far niente che mi sale l'ansia".
Evidentemente la gente lo prende come una battuta.
Mi arrabbio per senza niente, la pazienza si esaurisce per senza niente, ma proprio anche le stronzate che nemmeno se lo meritano, a casa nostra piangono in continuazione, chiedono di andare dalla nonna, dicono che casa nostra fa loro paura.
Bon, non potevo andare avanti così, anche per me stessa, rischio di essere pericolosa.
Purtroppo il medico non c'era, quindi mi sono dovuta beccare la sostituta che non si è sentita di sbilanciarsi più di tanto e mi ha rifilato una roba fitoterapica (per carità meglio dell'omeopatia) però ecco bò.
L'ho preso, non posso lasciare nulla di intentato, non voglio più essere sempre così depressa, sempre così triste, sempre così incazzata col mondo, nervosa e isterica.
Ah se poi aggiungiamo a tutto che ieri mio padre mi ha rinfacciato che non sono andato a prenderlo né accompagnato all'appuntamento per andare in montagna (hanno la macchina, ci sono i taxi, hanno le gambe buone visto che è a 1 km da casa), questo vi fa capire quanto possa capire lui di cosa vuol dire avere due figlie e non riuscirsi ad organizzare!



mercoledì 13 luglio 2016

Quante volte..

Quante volte ho preso il treno, ho studiato fuori per sei anni e ho lavorato per un altro anno sempre fuori sede.
Non ero pendolare, ma mi capitava di viaggiare spesso, anche per andare a trovare le amiche.
Il treno per me era un mezzo comodo e rilassante per spostarsi.. è quello che devono aver pensato anche quelle persone che si sono trovate coinvolte nel disastro ferroviario.
Errore umano, dicono.. di sicuro l'errore umano è stato quello di non fornire fondi alla Puglia per modernizzare la rete ferroviaria, incolpare il macchinista o chi lavorava in stazione è un po' troppo semplice.
Intanto sono morte 27 persone, tra cui una madre che ha tentato di proteggere sua figlia col suo corpo ma le lamiere sono state inesorabili e hanno dilaniato entrambe.
Chissà dove stava andando quella mamma, chissà quanti sogni aveva quella bimba, chissà che cosa hanno provato, posso immaginare il terrore della mamma che si è accorta di quel che stava succedendo e il senso di impotenza di non poter fare niente.
A me si è stretto il cuore, ho pianto, ho pensato alle mie bimbe, ai loro sorrisi, alla loro ingenuità, al modo in cui, nonostante gli sgridi, ti cercano, ti vogliono, ti abbracciano, ti dicono ti voglio bene anche quando proprio non te lo meriti e penso a quella bimba e alle altre vittime.
Non so.. questa cosa mi ha colpito tantissimo, non so perché..

martedì 12 luglio 2016

Week-end in Carpegna

Sono nata a Sassocorvaro, praticamente mi considero una campagnola del Montefeltro.
Ho vissuto la mia infanzia e adolescenza in Carpegna, o meglio, abitavo a Pesaro, andavo a scuola e in piscina a Pesaro, ma i momenti più belli e intensi li ho vissuti in Carpegna.
Tra l'altro sono cose che ti tornano in mente poi, lì per lì, mentre le vivi, non te ne rendi conto..
Ho amato quei posti fino ai 19 anni, poi il rifiuto.
Avevo una compagnia di amici, tra l'altro la maggior parte di Pesaro, potevo uscire tutte le sere tra le immense mura del campeggio ed ho trovato anche il mio primo moroso proprio là. Da brava sedicenne ero convinta fosse l'amore della mia vita e diciamo che ci ho creduto per parecchio tempo almeno tre anni, poi le tentazioni, tutto il resto e ciao.
Ma il ciao non è stato indolore, tant'è che sperando di poter tornare insieme e non riuscendoci, sono morta dietro a lui per altri tre anni, disintegrando le palle a tutte le mie amiche, arrivando persino ad odiare Carpegna.
I miei mi dissero: "vedrai quando avrai i figli, come ci ringrazierai di aver comprato casa qua!"
Ecco, diciamo che se la cosa fosse stata a Cortina, sarebbe stato meglio, ma non nascondo che, ogni tanto, passare qualche giorno al fresco non mi dispiace proprio.
Siamo partiti venerdì ma la giornata era nera, nel senso che i capricci si sprecavano, Sofia era insofferente, Ilaria guardava nel vuoto, a 10 minuti dall'arrivo ci siamo dovuti fermare, le abbiamo fatte sgranchire, mangiare la pizza e bere un po' d'acqua e poi siamo arrivati su.
Ho dato loro da fare la caccia al tesoro di cui parlavo al post precedente e poi siamo andati al parco giochi, infine abbiamo cenato coi nonni e poi loro se ne sono tornati a casa a Pesaro.
Noi abbiamo fatto un giro in paese e siamo tornate al parco giochi, abbiamo anche ballato con la Zumba e ammirato tanti signori che facevano spinning in piazza.


Questa sopra è la nostra amichetta Aurora conosciuta venerdì con la quale abbiamo giocato fino domenica!
La notte è andata discretamente e il giorno seguente, dopo la colazione in paese in compagnia di Enri (da noi rinominato Pepito), il cane dei vicini, siamo partiti per la Cantoniera.


Ci siamo fatti i selfie e abbiamo goduto dell'immenso panorama e dei giochi tutti per noi.



Il pomeriggio siamo andati al Cippo dove abbiamo scoperto una bellissima casa degli indiani


Mentre il giorno seguente, quello della partenza, siamo tornati alla Cantoniera ad aspettare i nonni e gli zii con Samuel. Siamo stati un'oretta stesi sul prato, abbiamo giocato, abbiamo corso, abbiamo goduto dei nonni e siamo andati a San Leo per mangiare all'agriturismo "La Cegna" con tanto di bagno in piscina. 
Sotto i nonni che vengono sommersi dai nipoti.


Insomma, a parte il primo giorno, è stato un week-end più che positivo, contando che poi anche la sera siamo usciti a Gabicce in bici. Per dormire su in Carpegna ci siamo sistemati più che bene: papà e mamma in uno dei lettoni matrimoniali e Iaria e Sofia nell'altro con le sponde.
Inutile dire che la sera eravamo tutti stanchissimi, le pupe hanno pure voluto ballare i balli di paese divertendosi come pochi!



lunedì 11 luglio 2016

Quarto anniversario - caccia al tesoro

La settimana scorsa abbiamo compiuto 4 anni insieme, detta così fa ridere visto che le bimbe hanno 3 anni e 2 mesi..
La vita insieme non è semplice, sia perché praticamente siamo andati a vivere a casa sua che nemmeno ci conoscevamo, sia perché conoscendoci abbiamo scoperto che, proprio compatibili, non lo siamo e che, detta francamente, la probabilità che potessimo stare tutt'ora insieme se non avessimo avuto le bimbe era pressoché nulla.
Ma del resto questa è la vita e abbiamo imparato a volerci bene lo stesso, ad amare la nostra famiglia e le nostre bimbe, sul rispetto invece dobbiamo lavorarci un po' di più.

Questo quarto anniversario lo abbiamo festeggiato in Carpegna, quindi ho pensato di fare una caccia al tesoro per grandi e piccini, ma il tempo era poco e così dopo aver creato le prime due frasi da sola, mi sono fatta ispirare dal web per creare degli indovinelli.
Ho preso spunti qui e qui, in realtà anche da altre parti ma non trovo più i siti.. sigh.

L'ambientazione è dentro casa dei nonni in Carpegna, ho solo deciso il posto finale dove nascondere il regalo: la lavatrice e da lì sono partita a ritroso.
A mio moroso ho consegnato questo biglietto di spiegazioni:

Ok, le immagini non vogliono ruotarsi, ci accontenteremo così, il primo indovinello si trovava sul retro delle spiegazioni e la soluzione era "attaccapanni", lì c'era nascosto il bigliettino per l'indovinello seguente:


Questo indovinello lo dovevano risolvere le bimbe, in pratica dovevano dire cosa vedevano nell'immagine e il papà lo trascriveva, così da formare una parola che indicava il luogo (giardino) del successivo ritrovamento:

Anagramma: questo è stato particolarmente difficile farlo capire al papà.. anche qui dovevano rispondere le bimbe. Contando gli animali, a gruppi, che vedevano, si poteva anagrammare la parola "scava" e formare il luogo successivo (vasca) per il bigliettino. Es. "quanti maialini vedi?", "4", quindi la quarta lettera della parola scava è la prima lettera della parola finale.


Questa era per papà, ma le bimbe son state bravissime e hanno individuato nel cuscino il biglietto successivo:


Quando hanno sentito "fa dormire anche papà", si sono fiondate sul divano..


Anche la televisione è stata semplice per tutti


Pure il frigorifero ci è piaciuto come nascondino e, infine..  


la lavatrice è stata complicata, ma papà ha capito subito.
Il regalo non era niente di che: dei bermuda e una camicia, il mio intento era farli divertire.
le bimbe si sono pisciate dal ridere, tant'è che sia sabato che domenica, han voluto che nascondessimo i biglietti in giro in giardino facendoli ritrovare da loro.
Erano esaltate dure, troppo bello!
Il papà, invece, mi ha fatto trovare una rosa (probabilmente fregata dal giardino di mia cognata, sua sorella), tre buonissimi cioccolatini artigianali presi da Staccoli e una letterona strappalacrime.
Papà il top!

venerdì 8 luglio 2016

Produzioni home made

Come dice mio moroso.. di tutti i mesi in cui potrei accendere il forno senza arrecare troppo fastidio, ho iniziato ad accenderlo i primi giorni di caldo per non spegnerlo più.
Ormai ho una produzione di crostate che levate.. tra l'altro le bimbe la marmellata no, quindi ultimamente faccio doppio impasto e sforno crostate e biscotti come se piovessero.
Ho incominciato a cimentarmi anche nella produzione di ghiaccioli.
Ho scoperto questa passione delle mie bimbe al mare ed ho capito che non è tanto il gusto del ghiacciolo, quanto il fatto di mordere e leccare sta cosa fredda che rinfresca le loro giornate.
Presto detto!
Ricordo che i miei, a casa, avevano un kit della tupperware per fare ghiaccioli che aveva più o meno la mia età. Appena ricevuto, mi sono messa in azione.
Ho provato diversi tipi di ghiaccioli, prima con la centrifuga di frutta ma con due pesche sono venuti due ghiaccioli scarsi, mi sembrava un po' poco, quindi lo step successivo è stato provare a frullare la frutta e già il risultato mi pareva più consistente.
Poi, mia cognata mi ha detto che, le formine, erano in offerta al super e così, dopo averle comprate, ho optato per un'altra soluzione una sorta di mangia e bevi: frutta frullata e yogurt alla frutta!
Ieri ho testato questo mix nella festa in piscina nel nostro giardino con le altre due gemelle. Ghiaccioli lampati, quindi li rifarò sicuramente.
Questo pomeriggio mi diletterò con il pesto alle zucchine e basilico, sempre fatto in casa.
Ovviamente per tutto mi faccio aiutare dal Bimby.. diciamo che l'ho preso giusto perché volevo provare lo svezzamento sano delle bimbe, ma in realtà per quello non l'ho mai usato perché, aihmè, loro preferivano gli omogeneizzati comperi a quelli che facevo io, ma è stato ed è un grande aiuto tutt'ora.
A cena per loro, quando faccio il pesce, in un colpo solo faccio pesce al vapore che cuocendo rilascia il fumetto che va a cadere nel boccale dove c'è acqua che cuoce il riso e nel vassoio metto le patate, anch'esse cotte al vapore. In pratica in 15 minuti ho primo (riso con fumetto di pesce), secondo (pesce al vapore) e contorno (patate al vapore).
Poi lo uso per gli impasti: pizza, pane, pasta frolla; raramente lo uso per il pesto e spessissimo per fare il formaggio grattugiato.
Ah la ricetta della pasta frolla è quella di mia cognata ed è mostruosa, non è come la classica c'è meno burro ed è questa:
250g di farina (io uso la macinata a pietra 1)
90 g di burro
80 g di zucchero (ma se ne può mettere meno)
1/2 bustina di lievito
1 uovo
impasto tutto col bimby, 4 minuti con la spatola inserita e spingo cucchiaio e poi inizio a stenderla.
Per la cottura 180° per 30 minuti (crostata), per i biscotti un po' meno.


Ah questa sera partiremo per la Carpegna, raggiungeremo i miei, mangeremo con loro e poi ci lasceranno soli, noi 4 in una mini "vacanza", ci sfonderemo di cibo, come nostro solito!



martedì 5 luglio 2016

Mi prudono le mani

Ho un post che mi fa prudere le mani da qualche mese ma sto cercando di non scriverlo, tratta di cretino e cretina che stanno insieme e che fanno sparate a zero sperando di intimidire soltanto perché una non è abbastanza sicura di sé e l'altro è sufficientemente pervertito da dar fastidio a qualsiasi persona di sesso femminile che respira per poi piangere lacrime di coccodrillo dopo aver lanciato una bomba a mano e avermi bloccato da ogni dove come se quella isterica fossi io.
Grazie a Dio non ho nulla da temere, non ho mai risposto alle provocazioni, ho solo avuto un momento di sconforto e credevo che confidarmi con chi mi ha conosciuto meglio dei miei stessi genitori, fosse la cosa migliore da fare... e invece no!
Che se la godano questa storia malata invece di rompere i coglioni alle altre persone che di problemi ne hanno anche senza bisogno che ne aggiungano altri loro!



Parentesi chiusa.

Le giornate al mare proseguono.
I miei sono tornati dalla montagna ed hanno portato dei giochi alle pupe che hanno gradito: due libri sulle parole e sui numeri. Sofia è un portento, non so, forse tutti i bimbi a tre anni hanno certe capacità ma lei conta! Per me è una cosa straordinaria perché si perde su ogni cosa, ha paura di tutto, non capisce alcuni nessi, ma conta.. conta anche oltre a 10 e ieri col libricino contava gli animali.
Ilaria sa contare pure, ma non ha voglia e così conta una volta e poi basta, pensa agli affari suoi.
I miei, dopo due anni, sono rimasti a cena da noi, cena improvvisata all'ultimo momento perché so che mio padre rimane soltanto se ha il cane dietro e ieri la Eby era da noi.
Mio moroso pretendeva che il cane stesse fuori e che glielo dicessi io, ma non ci ho nemmeno provato, visto che mio padre non viene più a casa nostra perché si sente "limitato".
Di limitato, in questo caso, c'è solo il suo cervello, ma del resto ognuno ha le sue abitudini, lui a casa sua è abituato a trattare il cane come un figlio (dorme persino nel letto) e quando fa le faccende o mangia sporca più di un bambino e mia madre dietro che ripassa.
A casa mia, i primi tempi, lo riprendevo: lo riprendevo quando bevendo l'acqua sgocciolava per terra, lo riprendevo quando mangiava pane e biscotti sbriciolando ovunque, lo riprendevo quando entrava in casa con le scarpe sporche non preoccupandosi minimamente del fango che lasciava per terra, lo riprendevo quando la Eby saliva sul divano, a quel punto mio padre mi ha detto che non sarebbe più venuto a casa mia perché "ogni roba che faceva era sbagliata".
Non aveva tutti i torti, come non li avevo io, ma in questo caso ho deciso di lasciar perdere, so solo che quando viene mio padre devo ripulire tutta la cucina e la sala, ma oggi passa la donna perciò... poco male.