lunedì 10 ottobre 2016

Tempo pieno

Da oggi le pupe inizieranno tempo pieno e cioè fino le 16.
Ci siamo dimenticati di avvisarle, siamo un po' dei genitori cani per queste cose, ma ormai sono là.
Giovedì ci hanno spedito a casa Sofia perché fa la cacca lenta e così mio moroso le ha dato il pranzo "bianco" e quando è arrivata mia mamma se n'è andato al lavoro.
Oggi e per tre giorni, per stare sul sicuro, le ho richiesto la dieta bianca all'asilo visto che in queste settimane in cui tornavano a casa prima o dopo il pranzo hanno svaccato un po' troppo fra cioccolato, caramelle, biscotti, paste e dolcetti.
Evidentemente non essendo abituate ai dolciumi hanno reagito in quel modo.
Il part-time è ormai una chimera.
Il 31 ottobre finiranno le 6 ore, come se poi farne 8 cambiasse il mondo.
Ho avuto la giusta sensazione quando, contro tutti e contro tutto, sono tornata a lavorare senza aver consumato il congedo parentale facoltativo, essere lungimirante mi porterà ad avere un altro annetto con un part-time home made.
Ci sono persone che manco si rendono conto della fortuna che hanno senza far troppo, c'è chi ha avuto addirittura tutto il tempo di portare i figli fino alle medie, eppure si lamentano che "come faranno a portarli a fare sport", bè se per questo io non le posso manco più andare a prendere all'asilo, direi che è molto peggio.

Evitando commenti su quanto una ditta quotata in borsa tenga conto dei bisogni familiari, ripetendo che ok la baby sitter si può prendere, ma che crescere i propri figli sarebbe meglio, dico solo che sono molto delusa.
D'altra parte scegliere di non lavorare è un po' come tagliarsi le ali, perché poi loro cresceranno e rimettersi in gioco non è semplice, in particolare essere dipendente in tutto mi fa sentire come se soffocassi.

3 pensierini:

Nia ha detto...

Ognuno pensa sempre che la sua sia la situazione peggiore. Io penso che ognuno fa ciò che meglio riesce, e lasciare il lavoro, se ad uno piace, non è il meglio per nessuno. In bocca al lupo per questo cambiamento

Eleonora ha detto...

Cavoli... questo post mi tocca da vicino perché sono fidanzata ed ad avere un figlio ci penso. Ma ho troppa paura di non riuscire a conciliare tutto e finire per essere una madre a metà e pure una lavoratrice a metà.
Però sono d'accordo con Nia sul fatto che è bene non lasciare, io ho l'esempio di mia sorella maggiore, che a 30 anni ha lasciato il lavoro per suo figlio, adesso ne ha 44 e si ritrova le porte chiuse in faccia nonostante sia laureata con lode e abbia alle spalle una carriera breve, ma in un'azienda di prestigio.

Sara Scavolini ha detto...

Nooo io sto lottando con tutte le forze per non lasciare il lavoro, o comunque per trovarne un altro in corso d'opera che mi permetta di avere respiro. Solo che è un po' come lottare coi mulini a vento, sia in famiglia che nel lavoro..

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