mercoledì 8 ottobre 2014

Sempre di corsa

Ieri, per esempio, è venuta su mia mamma ed ho girato tutto il pomeriggio: prima ho messo su una lavatrice, nel mentre ho fatto la doccia, poi sono andata a mettere la benzina, a farmi prescrivere una ricetta dal dottore, in farmacia a comprare cose per le bimbe e dalla pediatra a ritirare due ricette per le analisi delle intolleranze; son tornata a casa ed ho steso i panni.
Poi mia mamma, verso le 18.45, è andata via.
Credo che se mia mamma non venisse su una volta alla settimana, avrei sempre bisogno di qualcuno che vada a farmi le commissioni.
Per dire.. ieri dalle 15.00 ci ho impiegato tre ore e mezza a far tutto, se lo dovessi fare con pupe a carico, fra scarica passeggino, carica pupe, piangi, entra nei negozi, bestemmia con le porte, bestemmia con la gente, credo che mi sarebbero serviti due pomeriggi.
Certo, chi non può, fa altrimenti!
E' che mia mamma non può venire su, ha il solito glaucoma al quale si è aggiunta la cataratta, mio padre non muove il culo dal divano, quindi figuriamoci! Ieri lei ha preso la macchina ed è venuta su lo stesso.
Devo ammettere che un po' rimpiango di non essere rimasta a Pesaro, se non altro per mia madre, per aiutare lei e per farmi aiutare un pochetto tutti i pomeriggi almeno due orette, non di più.
Che poi lo scorso weekend ho vissuto dai miei, alla fine non è stata proprio una passeggiata, sempre per l'ostilità di mio padre, sabato mattina ha fatto un'uscita infelice sulla mia situazione familiare attuale io l'ho moderatamente mandato a fanculo e da quel momento non si è fatto più vedere in casa (o meglio stava in casa ma chiuso in camera a guardare la tv.. strano!!)
Quindi avevamo un sacco di variabili in più io e mia mamma, la Eby da badare, due bimbe spericolate e un ignorante da sfamare.
Non ho mai faticato così tanto fra nervoso e bimbe quindi probabilmente anche la scelta di Pesaro si sarebbe rivelata sbagliata, se non fosse per i pomeriggi in cui ho bisogno.
Ma penso che se fossi stata in un'altra casa, anche solo l'appartamento di sotto, le cose sarebbero state diverse, se non altro che lui avrebbe riconosciuto che quello di sotto era il mio nucleo familiare, mentre stando su con lui, quello era il suo.
Anche se nessuno si rende conto, fare 20 km, per una "diciamo" non più giovane, con una macchina che è considerata come un gioiello prezioso, col glaucoma, la cataratta e il non entusiasmo di una volta dovuto ad un arresto cardio respiratorio di qualche anno fa, non è affatto semplice; alle volte le persone non provano a pensare al fatto che se fosse il contrario, probabilmente la controparte non farebbe altrettanto con la scusa che non se la sente di guidare.
Vabbè, come dice mio moroso, ognuno ha i suoi pregi e i suoi difetti, fatto sta che se ho bisogno per mezza giornata, l'unica ancora di salvezza è chiamare mia mamma, sarà perché non va mai in giro, sarà perché è pur sempre mia madre e sacrificare tempo e pazienza per 4 ore è come se fosse la mission della "nonna-mamma"; ad ogni modo non ha mai mancato ad un impegno per il quale aveva speso una parola. L'importante è chiedere!

2 pensierini:

Nico ha detto...

Ciao! Ho trovato un tuo commento ad un mio vecchio post sul mio blog e mi sono permesso di leggere il post :)
Ad ogni modo, hai rafforzato la mia idea di base: la mamma, anche quando sta male, non se la sente, ha i suoi problemi... aiuta sempre i figli. Questa è la certezza più grande che si possa avere. Sono un mammone cronico, ma non scherziamo, l'affetto e la disponibilità di una madre non la troverai mai in nessun altro.
A presto e scusa l'intrusione
Nico

Sara Scavolini ha detto...

Grazie Nico, eggià.. e poi ti accorgi di quanto hanno fatto i tuoi genitori e, nella fattispecie, tua mamma, solo quando diventi madre (o padre) a tua volta..

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