venerdì 30 gennaio 2015

Rinunce e surplus

Da quando ho cercato di radanare la mia vita e dargli un obiettivo più o meno preciso, ho dovuto fare delle scelte.
Ci stavo pensando l'altro giorno, quando un amico mi ha detto di essere andato a mangiare giapponese con la sua nuova fiamma.
Giapponese, ecco una delle cose a cui ho dovuto rinunciare: al mio compagno non piace e, anche se ci fosse la possibilità di mangiare altro, comunque lui non vuole nemmeno entrare in quei posti; la cosa buffa è che nemmeno le amiche mi aiutano: una proprio non mangia pesce e l'altra ne mangia poco ma non crudo.
McDonald! Ho dovuto rinunciare anche ai suoi fantastici panini di gomma, forse è stato un bene, ma ogni tanto mi manca.
La mia città: ormai ci torno così poco che, quando capito, a stento ricordo le strade e i negozi, e poi l'abitudine di andare in piedi, in bici, tutte cose che ho dovuto abbandonare a favore della macchina.
Ho rinunciato ai miei aperitivi coi colleghi, ma quello credo sia stato un passo inevitabile a causa del "nuovo" impegno dell'essere mamma.
Ho rinunciato alle chiacchiere improvvisate, con due bambine va pianificato tutto e, in ogni caso, potrebbe saltare tutto da un momento all'altro.
Ho rinunciato alle notti brave, quelle in cui torni tardissimo che è già mattina e poi dormi tutto il giorno.
Ho rinunciato alle mie passeggiate "sportive".
In compenso ho guadagnato tante cene fuori, due bambine stupende, una famiglia al momento eccezionale ed un equilibrio che ho sempre cercato e mai trovato.
Purtroppo penso di non avere un gran istinto materno, eppure una loro risata vale più di mille sushi, un loro abbraccio mi scalda il cuore come tremila chiacchiere fra amiche.
I momenti difficili ci sono e sono tanti, ma c'è un momento nella vita in cui occorre rendersi conto di essere cresciuti e che la vita da adolescente occorre scrollarsela da dosso e allora sono contenta di tutto quello che ho fatto, compresi gli sbagli, la mia vita l'ho vissuta, le mi esperienze le ho fatte e non rimpiango nulla.. Certo, se potessi, probabilmente qualche toppa la metterei, ma del resto anche questa è vita.
Pensavo di non aver figli e di fare la ragazzina tutta la vita, invece ho avuto il regalo più bello e inaspettato del mondo.
(la foto spezza un po' la serietà del post...)




3 pensierini:

Anonimo ha detto...

è un post magnifico e anche di grande incoraggiamento per la sottoscritta!!
io per lo meno il sushi lo mangerò (tra qualche mese, CHE PALLE) perchè le mie amiche lo adorano, il fidanzato lo detesta ma sono comunque a cavallo grazie alle amiche.
per il resto meno male che già da quasi 2 anni raramente facevo seratone fuori da rientrare alle 5 del mattino (le ho esaurite tutte negli anni da single), e ho cominciato a far vita più "matura" con cene fuori più uscite alle 23 e via dicendo. Mi ero anche stufata di fare vita mondana...così la mia libertà mi mancherà alle volte di sicuro ma forse sono già più" abituata".
Chi lo sa, ma sto posto è splendido

SPipp

Sara Scavolini ha detto...

GraSsSie.. comunque dipende tutto da come prendi la maternità, io, per esempio, ho sempre lottato contro e quindi, quando mi ci sono trovata, ho dovuto un po' forzarmi e tutt'ora ci sono delle cose per cui "rimpiango" la mia vecchia vita. Se la prendi super da subito, vedrai che le rinunce non le vedrai nemmeno.
Sempre prendendo il caso di mia cognata, per lei stare a casa il sabato sera con bimbo e compagno non è rinunciare ad una serata ma è una gioia infinita... per me è una via di mezzo, alle volte è relax, alle volte no.

17enne ha detto...

Anche Delfino non metterebbe mai piede in un ristorante giapponese! A me quel che manca di più sono i risotti, lui il riso manco in cartolina.

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