martedì 15 marzo 2016

"lontano" da casa

Mi manca tanto non essere più "vicina" a casa mia, mi manca non poter chiamare mia mamma e dirle, andiamo a fare colazione? senza dover prima preparare le bambine, portare tutte le cose che necessitano, prender su la macchina e farmi 20 minuti di strada.
Mi manca non avere mai una visita a sorpresa, per carità già avere loro che vengono lunedì e giovedì è come manna dal cielo, ma sabato, per esempio, che è venuta mia mamma e mio babbo ad una visita imprevista, mi ha fatto un piacere enorme.
Tralasciamo poi che era perché dovevo sistemare pc e telefono di mio padre, perché altrimenti sembra che lui non abbia mai altro stimolo per venirci a trovare.
Ogni volta che penso di fare qualcosa, necessito di una preparazione e organizzazione ferrea, se ho bisogno di andare a fare una spesa imprevista, devo comunque aspettare lunedì o giovedì, oppure chiedere a Marco se ci va per me.
Mi manca non avere questa "comodità" visto che tutti i pomeriggi, per lo più, sono sempre da sola, allo stesso modo mi mancano le mie amiche, che una volta ci si sentiva e ci si vedeva in meno di cinque minuti coi motorini in Via S. Francesco.
Ora è tutto più complicato.
La vita coi figli cambia e chi non te lo dice, sta solo indorando la pillola.

Momento tristezza finito, veniamo agli aggiornamenti.
Mercoledì scorso abbiamo avuto l'incontro con l'esperto, questa volta era una psicologa.
Le ho chiesto come mai a cena ci fanno dannare e come mai Ilaria ha sempre un comportamento strafottente.
Come solito le risposte non sono oracoli, ma mi trovo parecchio in quello che ha detto.
Ha fatto una distinzione, senza conoscerle, semplicemente dopo averle un po' descritte, ha provato ad interpretare Sofia come la bimba che ha bisogno di sicurezze ed è per questo che ha sempre bisogno dell'approvazione di sua sorella e si attacca molto a me quando capisce che me ne sto per andare.
Mentre Ilaria è più menefreghista e a cena diventa un disastro perché Ilaria dà il via e Sofia, per emulare, vedendo che le cose "vanno bene", le va dietro.
Il problema siamo io e Marco che, quasi mai d'accordo sul da fare. Se io la minaccio di mandarla via senza cena, lui le propone formaggio e pane per far sì che mangi qualcosa, se lui la sgrida per il comportamento strafottente, io poi la consolo.
E' la strategia coesa che ci manca e loro l'han capito e se ne approfittano e ci mettono con le spalle al muro.
Per carità non è che sia così drammatico, ma l'ora di cena ci porta via ogni energia e tutto quel poco di pazienza rimasta.
Il suggerimento della psicologa è di discutere insieme una strategia, qualunque essa sia, e di portarla avanti insieme. Non abbiamo messo in atto nulla ancora, perché quella sera, provando a parlarne, la risposta è stata che la psicologa non capisce niente e che sono io che sbaglio perché Ilaria se non mangia nulla è un problema (io sono dell'idea che la prossima volta ci pensa su due volte).

Giovedì ho scoperto che la miband è destinata a morire.
L'ho attaccata per la ricarica e non carica più.. lunedì mi era caduta senza bracciale e credo le abbia fatto molto male. La carica era al 18% e sta letteralmente morendo (oggi è al 4%).
Intanto ho ordinato la nuova miband 1s, sto pensando se, invece, passare alla talkband b1 della huawei. In caso darei la miband a Francesca che mi ha chiesto di ordinarla anche per lei.

Venerdì sera, invece, abbiamo fatto una cena in compagnia ai Picari.
Siamo stati a cena con Federica e Gianni, i nostri vicini di casa che hanno anch'essi due figli: Giacomo e Leonardo.
Siamo stati molto bene, ho conosciuto Federica ai centri per le famiglie, anche se è mia vicina di casa da quando mi sono trasferita. Abbiamo parecchie cose in comune: è una blogger, è una gradarese acquisita, è mamma di due bimbi, direi che è più che sufficiente per fare amicizia, no?
I bimbi si sono divertiti tantissimo, noi abbiamo cenato e chiacchierato, spero si rifaccia una pizzata in compagnia.
Oggi ho anche ordinato l'hard disk esterno per mettere tutte le foto delle bimbe che non abbiamo ancora stampato, chissà se le stamperemo mai..
Devo liberare il pc dell'ufficio e visto che i miei mi volevano fare un regalo, mi hanno sganciato 80 euro e con 60 ho comprato hard disk e custodia.

Sabato invece siamo stati a fare compere per le pupe in previsione di poter andare in Carpegna la domenica sulla neve.
Le pupe si sono portate a casa una tuta da neve simpaticissima e i guanti; eravamo già dotati di scarponcini.
Poi domenica in Carpegna non ci siamo andati, il tempo non ce l'ha permesso, riproveremo questo fine settimana per andare al Catria, speriamo bene!



7 pensierini:

Nia ha detto...

Adottare la stessa linea con le bimbe è sicuramente la scelta vincente. Io sono più propensa alla tua metodologia, con i miei uso questo sistema e funziona.
In tema foto bimbi io sono proprio pessima, la piccola compie un anno tra poco e non ne ho stampata nemmeno una, che vergogna

Sara Scavolini ha detto...

Le nostre ne hanno tre di anni.. Le uniche foto stampate che ho sono quelle che compro all'asilo o che ci stampa qualche amico per pietà..

GiorgiaLand ha detto...

Strategia coesa the best.
Io sono dell'idea che non essendo deperiti se saltano un pasto non succede niente. Mangeranno al successivo. Non si fanno spuntini infrapasto. Non moriranno. Imparano che si mangia a pasto e che se non mangi aspetti quello dopo. Stop.
Con i miei funziona.
Comunque a volte mio marito dice dei no che io non condivido, ma cerco sempre di appoggiarlo, magari parlandone dopo con lui ma davanti ai pupi siamo un unico muro

Sara Scavolini ha detto...

Lo so che è la strategia migliore, ma sembra che se noi non ci facciamo la guerra per qualsiasi cosa, non stiamo bene

Lillo Minelli ha detto...

Con mia moglie invece è il contrario (forse perché è un maschietto e figlio unico), sono io dell'idea che se salta un pasto non succede nulla, mentre lei a volte lo imbocca pur di farlo mangiare. Ovviamente lui ha capito tutto e se ne approfitta, ma quando è solo con me sembra un angioletto. Fortunatamente lei sa che questo suo atteggiamento non gli fa certo bene e stiamo cercando di migliorare. Devo dire che l'asilo ci aiuta parecchio poiché anche lì capisce quali siano i comportamenti corretti a tavola. Per quanto riguarda la miband hai controllato che i contatti siano integri? A me era successo che si fossero leggermente "schiacciati" dopo una caduta, appunto senza bracciale

Lillo Minelli ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Sara Scavolini ha detto...

Lillo, infatti a noi il nido ci ha dato una grossissima mano, un'autonomia che a casa sembrano dimenticare.
La mi band la dò ormai per spacciata, di sicuro qualche contatto è saltato, anche se mi accorgessi quali e come, occorrerebbe sventrarla e renderla comunque inutilizzabile.

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